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    No thanks, leave the site. Come è noto dalla storia, la teoria marxista prevedeva il ricorso alla violenza fisica e considerava il terrore come il mezzo legittimo per la realizzazione dei suoi obiettivi. Cosa rappresentava il potere 32 sovietico nella fase iniziale? In questo modo la politica di ucrainizzazione, originariamente ideata come uno strumento politico del radicamento del sistema sovietico, aveva posto le basi per la formazione di una società civile e di una nazione politica in Ucraina, dal momento in cui i suoi abitanti cominciavano ad identificarsi prima nella lingua e nella cultura e successivamente nella cittadinanza ucraina.

    In seguito ad una carestia ideata e realizzata dal regime comunista nei primi anni Trenta morirono da 7 a 10 milioni di ucraini. Per restare fedeli alla verità storica bisogna distinguere tra due carestie degli anni Trenta: Nella maggior parte dei casi si trattava di contadini laboriosi che semplicemente possedevano la propria terra e sapevano coltivarla. I metodi usati erano piuttosto drastici, le istruzioni impartite dai capi comunisti ai loro subalterni parlavano chiaro.

    Ma le forze erano impari: Le rivolte contadine furono presto sconfitte e molti agricoltori con le loro famiglie furono deportati in Siberia. Trasportati nei vagoni per il bestiame, in condizioni insopportabili, tanti morirono durante il viaggio.

    Le campagne erano invase 33 dal terrore. Ai contadini venne requisito tutto il grano e una parte del bestiame: Simili spaventose carestie si erano verificate nello stesso periodo in altre repubbliche sovietiche, compresa la Russia.

    Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, morirono prima i bambini, seguiti dagli anziani e dagli uomini; per ultime morivano le donne rivelatesi più resistenti. A milioni furono completamente cancellati dalla terra, senza lasciare né nomi né nemmeno le tombe.

    Ogni minuto morivano diciassette persone, mille ogni ora, venticinquemila al giorno 5. Per realizzare e valutare la profondità delle conseguenze di una tale catastrofe per il destino del popolo ucraino basti immaginare un corpo decapitato e dissanguato. Per un corpo fisico la morte è certa. Ma 34 la stessa morte rischia anche il corpo sociale nel caso in cui vengano eliminati la sua élite e uno dei ceti sociali più consistenti.

    Il corpo sociale ucraino sembra rinascere, anche se molto lentamente; anche se gli manca ancora una classe dirigente determinata e competente; anche se la sua identità storica non è stata ancora pienamente ripristinata. Una delle manifestazioni più evidenti della rinascita ucraina è stata la recente Rivoluzione Arancione novembre-dicembre del Resta da sperare che i processi di democratizzazione avviati nella società ucraina in seguito alla rivoluzione siano irreversibili e che portino al consolidamento politico di questa grande Nazione Europea: E, Facts and Values: Miz istorijeju i politykoju, Munchen, , p.

    Diverse adesioni si registrano al momento in tutta Italia, anche a livello provinciale e regionale. Ad esso presero parte specialisti ucraini, russi, tedeschi, polacchi, e statunitensi, nonchè, ovviamente, italiani.

    Gli atti di quel Convegno furono poi raccolti in un volume La morte della terra. Gabriele De Rosa e della dr. Solo la loro conoscenza completa costituisce la premessa indispensabile per un impegno fattivo e consapevole contro ogni tipo di intolleranza, discriminazione e violenza, sotto qualsiasi forma: Certi del Vostro sostegno, restiamo a Vostra completa disposizione per qualsiasi chiarimento ed informazione. Oggi è una unione di una decina di organizzazioni che operano in Russia, in Kazakhstan, Lettonia, Georgia e Ucraina, svolgendo lavoro di ricerca storica, di divulgazione e di difesa dei diritti civili.

    Memorial ha creato musei, raccolte di documenti, biblioteche specializzate. Per iniziativa di Memorial nel è stata approvata la legge sulla riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche.

    A Memorial si devono decine di volumi, articoli, trasmissioni radiofoniche e mostre dedicate sia alle tragedie dei decenni passati, sia agli attuali tentativi di reintrodurre una politica repressiva nel paese.

    Sino al la storia del GULag è stata prevalentemente una storia della memoria dei sopravvissuti. Ancora oggi limitato rimane invece il dibattito storiografico. La pratica di far lavorare i prigionieri non era in realtà una novità introdotta dalla nuova leadership bolscevica, ma affondava le sue radici nella precedente tradizione zarista. Nonostante la formale libertà di cui godevano, essi vivevano in condizioni talvolta peggiori di quelle dei prigionieri ai lavori forzati.

    Fu dopo la rivoluzione di febbraio che il Governo provvisorio di Kerenskij decise invece di passare tutti i luoghi di reclusione sotto il controllo del Ministero della Giustiza. Dopo la presa del potere, i bolscevichi si trovarono nella necessità di organizzare un nuovo sistema penitenziario che tenesse conto delle esigenze del nuovo regime impegnato a combattere gli oppositori sia sul fronte interno che su quello esterno. Essa era incaricata di gestire i detenuti per reati politici e di sopperire alle debolezze che il Ministero aveva dimostrato in quei mesi in cui il numero delle evasioni dalle prigioni era salito a dismisura.

    Sconosciuto rimane invece il numero dei detenuti. Sino alla primavera del lo scopo dei kontslager rimase incerto: Fu infatti solo nella primavera seguente che venne emanato il primo regolamento ufficiale sui campi in cui venne specificato che il lavoro non doveva essere inteso come strumento di rieducazione dei prigionieri, ma piuttosto come un mezzo per il mantenimento del campo stesso in vita, una forma di finanziamento insomma.

    Con la fine della guerra civile e una maggiore stabilità del sistema, i bolscevichi dettero avvio a un piano di razionalizzazione della gestione del sistema penitenziario: Gli NKVD delle diverse repubbliche furono invece incaricati di riorganizzare la rete delle colonie penitenziarie per provvedere alla reclusione di coloro che erano stati condannati a pene inferiore ai tre anni.

    I luoghi di reclusione esistenti dovevano essere ridotti al minimo mantenendo per quelli che restavano soltanto le funzioni di carceri di isolamento per le persone sotto inchiesta e nei luoghi di transito. Per i condannati a un periodo da uno a tre anni bisognava organizzare speciali colonie agricole e industriali ITK.

    Con quella risoluzione e con quel progetto nasceva il sistema concentrazionario sovietico, comunemente noto con il termine Gulag. Le dimensioni e la longevità di un campo dipendevano dagli obiettivi economici che doveva realizzare: I campi più grandi erano di solito organizzati in diverse sezioni dette lagernye otdely: In questo caso, i detenuti scontavano la pena nella stessa regione in cui avevano abitato e venivano impiegati in lavori agricoli e in piccoli stabilimenti industriali di rilevanza regionale.

    Si trattava di comuni insediamenti rurali, cioè villaggi di piccole e medie dimensioni, in cui i deportati vivevano con le proprie famiglie e lavoravano in maniera coatta senza potersi mai allontanare. Poiché la maggior parte degli specposëlki si trovavano in zone sperdute della Siberia e del Kazachstan, anche in questo caso molti deportati morivano per le insopportabili condizioni di vita e di lavoro.

    Furono quindi la collettivizzazione e la dekulakizzazione che crearono il nesso tra anima economica e anima politica del Gulag, nesso che originariamente non era presente. Nel corso degli anni Trenta i campi divennero una delle strutture fondamentali del sistema economico sovietico.

    Come hanno scritto N. Nel contempo, presero avvio le prime costruzioni ferroviarie per il trasporto dei materiali che servivano al lavoro nei gacimenti minerari e petroliferi, per la creazione dei kombinat cioè dei grandi complessi industriali e il trasporto dei loro prodotti. Per il trasporto di tutti questi prodotti, si dette avvio anche alla costruzione di vie di comunicazione interne che raggiungevano il porto di Magadan, destinazione tristemente famosa dove arrivavano i migliaia di detenuti che venivano poi smistati nei campi della regione della Kolyma.

    Nel , al termine dei lavori del canale che per altro non venne mai utilizzato poiché non si era scavato abbastanza in profondità per consentire il passaggio delle navi mercantili fu avviata la costruzione di un altro canale, quello Mosca-Volga che sarebbe stato completato solo nel Ancora prima che esso avesse inizio, nella prospettiva di dover sostenere la difesa del paese da un attacco nemico, il Commissariato degli Interni era stato riorganizzato e il GULag frammentato in centri amministrativi settoriali da cui dipendevano i campi specializzati in tipi di attività economiche diverse.

    Tra il e il la struttura del sistema rimase di per sé quasi invariata: La maggior parte di questi prigionieri venne confinata in Kazachstan, nella Repubblica dei Comi e in Siberia, ma molti furono anche inviati a lavorare nei campi di lavoro forzato.

    Dopo il , i campi si riempirono nuovamente: Nuove leggi repressive contro la società sovietica furono inoltre emanate subito dopo la fine della guerra. Le speranze della popolazione in un allentamento della tensione interna vennero infatti presto deluse: Secondo i dati di Zemkov, tra il e il 1. Spesso essi non subivano processi o condanne ma venivano costretti a vivere alle volte anche per lunghi anni in prigionia svolgendo lavori pesanti e sopportando condizioni di vita estreme non dissimili da quelle dei detenuti in un normale ITL.

    La guerra ebbe conseguenze contraddittorie sul GULag: Gli episodi di resistenza simbolica, economica e politica si intensificarono soprattutto nei primi anni Cinquanta: Il sistema concentrazionario sovietico rimase pienamente operativo sino agli anni che seguirono la morte di Stalin.

    Solo nel il numero dei campi in quel momento operante si ridusse di circa la metà. In tutto vi furono in Unione Sovietica ITL che alle volte comprendevano a loro volta altri singoli campi, ciascuno dei quali accoglieva da pochi individui sino a centinaia di migliaia di detenuti.

    Allo stato attuale della documentazione si calcola che furono circa milioni le persone che, per brevi o lunghi periodi, furono detenuti in un lager sovietico.

    Per ora abbiamo solo le statistiche di morte trovate negli archivi del Dipartimento Registrazione Prigionieri. Tra il e il la quasi totalità dei campi venne smantellata, ma la loro storia non ebbe termine. Riflettere sulla storia del GULag significa dunque spingersi ben oltre la sua reale esistenza per indagare sulle cause di quelle reticenze e di quei silenzi.

    Vogliamo ricordarne tre per ricordarli tutti: Florenskij è sacerdote e scienziato, di conseguenza particolarmente sospetto agli occhi del regime. Solo nel sono resi noti gli atti del processo farsa, che lo condanna al gulag: Tra essi è Pavel Florenskij, che accetta di autodenunciarsi per consentire la liberazione di una decina di detenuti, tra i quali il suo stesso accusatore.

    Si sacrifica per loro senza esitare e senza giudicare: Per vivere tra fratelli bisogna avere un amico anche lontano; per avere un amico bisogna vivere tra i fratelli, per lo meno essere tra loro in spirito. La causa principale, probabilmente, è il fatto che i censori hanno troppo lavoro. Una volta ho calcolato quante lettere devono leggere in un giorno, senza contare i vari colli e pacchetti, e mi sono reso conto di quanto il loro lavoro sia estenuante.

    E lavora, instancabile, anche durante gli anni terribili della prigionia, in condizioni in cui altri si curerebbero a malapena di sopravvivere. La sua corrispondenza dal Gulag costituisce una testimonianza unica, assolutamente diversa da ogni altra del genere, paragonabile forse solo a quella di un altro giusto, Dietrich Bonhoeffer dal carcere nazista di Tegel, perché paragonabili sono, pur nella loro unicità, le figure dei due grandi martiri della follia totalitaria.

    La barriera severissima della censura non impedisce alle lettere di Florenskij di parlare a chi le riceve, come anche a noi che le leggiamo oggi, del Trascendente, di Dio, insomma pro30 P. Florenskij La colonna e il fondamento della verità. Il suo sguardo, illuminato dalla speranza che si radica nella certezza della fede, lo porta a scrivere alla moglie, a meno di un anno dalla drammatica fine che certo deve aver messo in conto: Sono toni di fiducia che dobbiamo condividere per mantenere viva la voce altissima del giusto Pavel Florenskij, che il regime, assurdamente quanto inutilmente, ha tentato di ridurre al silenzio: Il mio compagno si fidava solo di me….

    Capovolsi il contenitore e mi rovesciai sul palmo alcune briciole. Riposi la razione nel contenitore e mi coricai. Spilluzzicavo e succhiavo le briciole di pane. Possiamo essere ben certi che Salamov, come il protagonista del racconto, non avrebbe mai rubato il pane di un compagno. I racconti di Varlam Salamov sono insieme narrazione e storia, inventati e veri.

    Salamov voleva raccontare la verità, temeva solo di non riuscire a raccontarla fino in fondo. Nel , conclusi gli studi secondari, si trasferisce vicino a Mosca, dove lavora come operaio in una conceria. Verrà inviato alla Kolyma, tristemente nota come la terra della morte bianca, il primo per vastità e durezza tra i lager sovietici, tanto da diventare simbolo dei Gulag, come Auschwitz lo è per i campi nazisti.

    Trascorrerà complessivamente 20 anni tra lager e confino. Salamov viene riabilitato ufficialmente nel La sua salute è minata dagli anni di prigionia e gli viene versata una pensione di invalidità.

    Salamov era morto da cinque anni, nel , in una casa di riposo per scrittori anziani e disabili dove era stato ricoverato a causa delle pessime condizioni di salute. Ma ricordare il male per Salamov presupponeva la forza di riuscire a non svendere la propria umanità in una situazione disumana. Ed è ancora Herling che osserva come Salamov, benchè ateo, in uno dei suoi racconti più belli, La protesi, ricorre al concetto di anima, segno di una religiosità profonda, nascosta, che nulla ha in comune con la fede: E poi si rivolgono a lui, chiedendogli: E allora il sorvegliane esclama: La Spagna, in conseguenza della ribellione di un gruppo di militari, viene divisa in due zone: Ogni guerra è un non-senso, ma una guerra civile è peggio: Alla fine della guerra civile 1 aprile, con la liberazione di Alicante i morti provocati da tale guerra furono calcolati oltre al milione: In pochi anni furono uccisi, alcuni tra efferate sevizie, 13 vescovi, sacerdoti e seminaristi, religiosi, suore e un numero incalcolabile di semplici cristiani.

    La loro unica colpa era quella di rimanere fedeli al Vangelo ed alla Chiesa. Il 26 giugno scorso Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione dei decreti con cui si riconosce il martirio di religiose e religiosi e di una laica, assassinati in Spagna tra il e il per mano dei comunisti-repubblicani al potere. Nel , a Madrid, ad esempio, le 80 suore del convento della Visitazione erano state trucidate da una pattuglia delle Unità rivoluzionarie e il convento dato alle fiamme.

    Tutti i conventi e i religiosi della Spagna non valgono la vita di un solo repubblicano! Nel diario di Nenni, riportato da Vittorio Messori su Avvenire del 9 marzo , è scritto quanto segue: La perse53 cuzione spagnola mietè quasi 7.

    Qui presero con la forza i sacerdoti e alcuni uomini che avevano tentato di opporsi al loro arresto e li condussero giù, nel prato che dalla strada si distende verso il Guadilimar. Estrassero quindi dalle macchine alcune bottiglie di benzina e ne infilarono il collo in bocca ai malcapitati, per costringerli a ingoiarne qualche sorso.

    Le vittime si contorcevano in terra dal dolore. Dei martiri spagnoli si ricordano in particolare le figure di Monsignor Florentino Asensio Barroso e quella del sacerdote Manuel Albert Gines.

    La sera prima aveva detto ai suoi fedeli: Dei suoi preti diocesani, furono martirizzati insieme a 5 seminaristi e alla totalità delle 3 Comunità religiose presenti in Diocesi. Quasi tutte le sue chiese vennero incendiate, saccheggiate o distrutte. Monsignor Barroso fu torturato, orrendamente mutilato e poi, legato con un filo di ferro, fu costretto a camminare fino al luogo della fucilazione, mentre i suoi torturatori lo schernivano.

    Manuel Gines fu arrestato insieme a 42 contadini, uomini e donne, nei dintorni di Calanda, paesino conosciuto per il miracolo, avvenuto quattro secoli prima, della Vergine del Pilar.

    Tale falsa questione fu vista dalla Germania nazista come di vitale importanza e attuata con la massima radicalità possibile. A questi fattori se ne aggiunse un altro ben più grave, inizialmente del tutto estraneo alla cosiddetta questione ebraica, ma che andava prendendo corpo, il razzismo. Si trattava di una svolta storica: Hitler parlava davanti a folle di sostenitori adoranti che freneticamente approvavano ogni sua parola.

    Nessuno fu risparmiato, né i bambini, né gli invalidi, né gli anziani, tutti subirono uno spaventoso massacro. Era uno shock per qualsiasi soldato. La morte per soffocamento avveniva dopo 20 minuti circa. Gli esperti di questa, tecnici, medici, infermieri, ormai disoccupati, furono spostati su un altro letale progetto che riguardava la Polonia. Erano casamenti divenuti irrespirabili, con gente ammassata in maniera inverosimile, dove si propagavano le malattie, il freddo, la fame, la disperazione.

    La più grande di queste prigioni fu il ghetto di Varsavia, reso famoso da una rivolta dei suoi abitanti, inutile quanto eroica e disperata. Si trattava di milioni di persone. Il viaggio in vagoni chiusi verso la morte , con bambini, invalidi, anziani, richiama alla memoria immagini infernali, con scene di 57 atroci sofferenze. Nel frattempo era iniziata la costruzione del sottocampo di Birkenau a pochi chilometri dal campo-madre.

    Tra maggio e giugno del due case coloniche ai margini del territorio di Birkenau furono riadattate a camere a gas rendendone stagne le aperture.

    Dentro a questi trasporti la sofferenza era grande, per il caldo soffocante in estate, il freddo in inverno, la fame, la sete, la promiscuità, la mancanza di servizi igienici, di giacigli su cui dormire. I pianti dei bambini, la disperazione degli adulti, il disorientamento per non conoscere la destinazione, il terrore del domani incerto erano i sentimenti che accompagnavano i poveri deportati portati lontano dalle loro case a morire in un luogo sconosciuto.

    Questa pratica era molto crudele perché divideva le famiglie che avevano avuto come unico conforto di essere rimasti uniti fino ad allora, provocava strazianti scene di addio sulla rampa di arrivo dei treni, in mezzo a confusione indicibile, grida, urla selvagge dei guardiani e latrare dei cani che terrorizzavano le persone, convinte di essere giunte in un moderno inferno dantesco. Mai tecnologia e organizzazione del lavoro aveva dato risultati tanto mostruosi.

    Agli inizi di maggio del la Germania nazista fu per finalmente sconfitta dalle potenze Alleate che le avevano portato una guerra imponente. Il popolo ebraico perse purtroppo, in questa lotta titanica, sei milioni di vite umane, il cui sacrificio non sarà mai dimenticato. Da sempre acerrimo nemico di ogni sorta di 59 totalitarismo, del nazismo come del comunismo, già come Segretario di Stato aveva inviato decine di note diplomatiche di protesta a Berlino, invocando il rispetto dei diritti umani e dei valori spirituali e morali cristiani, calpestati dalla politica nazista.

    Pio XII era un uomo sobrio, mangiava pochissimo, lavorava di solito fino alle due di notte alzandosi alle sei. Egli stesso dette il proprio autorevole esempio, in prima persona: Il Santo Padre gli fece sapere che il Vaticano avrebbe messo a disposizione i 15 chili mancanti. Lui non si fidava delle SS, e in precedenza aveva suggerito ai leader della comunità di bruciare i registri e di far fuggire la gente. Gli diedero del visionario. Innumerevoli le attestazioni di gratitudine verso questo Papa coraggioso, da parte soprattutto di ebrei di ogni parte del mondo.

    Pasquale Totaro Il Questore di Dio Negli anni della persecuzione nazista contro il Popolo Ebraico sono esistite anche persone meravigliose che con coraggio, altruismo, senso profondo della giustizia e determinazione caparbia e ostinata, hanno fatto della loro vita un tempio di Amore Infinito.

    Con questo espediente Palatucci potè 62 conoscere in anticipo le mosse delle SS contro gli ebrei e prendere le contromisure necessarie: Grande rilievo, in questa nobile opera di salvataggio, assunse fin dal giugno del anche la figura dello zio del commissario: Le condizioni igieniche erano buone: Anche la cucina era di gradimento e modici i prezzi praticati: Non mancavano iniziative ricreative di vario genere: Era prevista inoltre tutti i giorni la libera uscita, dalle 12 o 13 alle 20 e la possibilità di usufruire di licenze.

    Il suo corpo venne poi gettato in una fossa comune, sulla collina di Leitenberg. La storia di Paolo Sabbetta comincia da qui. Da questa tenuta nei pressi di Roma diventata per nove mesi una cittadella di eroi.

    Il risultato è stato quello di sgretolare, giorno dopo giorno, il muro di sprezzante crudeltà innalzato dai tedeschi. La resistenza popolare non violenta non è menzionata nei libri di storia, non è ricordata nelle celebrazioni e nelle cerimonie ufficiali.

    Dal settembre al giugno — si legge ancora nel libro — la tenuta Tor Mancina fu occupata dalle truppe militari tedesche che vi insediarono stabilmente un ufficiale addetto al controllo e allo sfruttamento delle sue attività.

    Tra i tanti episodi, lo stratagemma dei venti falsi certificati medici merita certamente maggiore attenzione. Alcuni stralci del libro raccontano adeguatamente i passaggi chiave di questa vicenda.

    Vivevo in un continuo stato di allerta, in quanto i tedeschi erano estremamente suscettibili e anche il gesto più insignificante o una parola, sfuggita imprudentemente, potevano far scoppiare la polveriera di segreti e di bugie che Tor Mancina celava abilmente. Per salvare alcune derrate alimentari dalle razzie tedesche, furono distribuiti alle famiglie formaggi, patate, grano, avena da nascondere e tenere in consegna.

    Ma tutti sapevamo che quei venti giovani non sarebbero più tornati indietro…. Bisognava trovare una soluzione, un rimedio qualsiasi. Io non sapevo cosa fare, ero disperato perché il mio elenco rappresentava la condanna a morte certa per questi venti ragazzi, e non potevo sottrarmi senza una giustificazione plausibile che, comunque, non si riusciva a trovare. Furono ore di attesa estenuante e di pesante angoscia. La mattina seguente, alle 7. Non so nemmeno io come riuscii a restare impassibile in quella circostanza.

    Improvvisamente era come se si fossero smaterializzati. La beffa aveva funzionato alla perfezione, senza scatenare alcune reazione dei burlati, che per di più decisero di andar via senza cercare altri giovani. Ho continuato a pensare a lungo, anche a distanza di anni, a che cosa potesse essere successo negli istanti in cui avevo perso conoscenza, ma non sono riuscito a ricostruire i momenti che seguirono al mio svenimento. Alcuni giorni dopo la partenza dei tedeschi, giunsero i primi avamposti degli alleati inglesi.

    I sondaggi di opinione mostrano che la maggioranza degli italiani crede che gli ebrei abbiano caratteristiche diverse dal resto della popolazione E, come in altre circostanze, li invitai ad un impegno fattivo contro ogni tipo di intolleranza e discriminazione, sotto qualsiasi forma: Dal mese di febbraio avevo nel frattempo avviato un discorso di collaborazione e di ricerca con la Comunità Ebraica di Torino, al fine di individuare le figure di 36 persone particolarmente meritevoli e degne di essere ricordate.

    Fu molto facile per me dirigere i ragazzi quel giorno, tanto erano concentrati e attenti. In seguito ad una delazione venne arrestato il 29 agosto Nel è cominciato presso la Curia di Torino il processo di canonizzazione del religioso domenicano e sono state avviate le indagini di rito sul suo martirio.

    Migliaia di editti sono stati promulgati nei confronti di Rom e Sinti, fino a giungere alle politiche di assimilazione realizzate dai sovrani illuminati nel Al termine della guerra, dei dieci milioni di zingari presenti in Europa, ne restavano solo 2.

    Ho raccolto alcune testimonianze di persone che in qualche modo salvarono le vite di Rom e Sinti: E concluse la Richter: Anche il nome del barone Rohonczy, ungherese, è degno di memoria: Adam Bartosz, direttore dei musei civici di Tarnow, racconta: Molto dovrà essere fatto per costruire un futuro di tolleranza. Mentre le Comunità Ebraiche, al termine della guerra, certo con approssimazione e difficoltà, hanno potuto contare i superstiti e quanti non erano tornati, fare la stessa cosa con gli Zingari non è stato possibile in passato e tanto meno lo è oggi, per due motivi: Queste decisioni furono sostenute dalla magistratura tedesca prima a livello locale e poi, nel , da una sentenza ufficiale della Corte Suprema della Germania Federale.

    Durante la storia del Novecento a più riprese, e in luoghi diversi del mondo, migliaia di persone sono state perseguitate per il loro orientamento sessuale. La poca visibilità e il silenzio hanno sempre circondato le donne e gli uomini vissuti al di fuori della norma socialmente condivisa: Mancano, spesso, testimonianze e dati ufficiali.

    Manca anche, nei superstiti, la voglia di raccontare. Senza dubbio il caso più conosciuto è quello delle persecuzioni compiute dai nazisti a danno della popolazione gay e lesbica.

    Ancora oggi capita di non trovare traccia di questa storia nei manuali ad uso scolastico. Eppure, negli ultimi anni una serie notevole di studi, articoli e testimonianze di storia orale faticosamente recuperate ha incominciato a gettare luce su quanto è accaduto.

    Alcuni morirono a seguito di maltrattamenti, in parte effettuati da altri deportati. Dal ai primi anni ottanta pare siano stati condannati circa Ancora nel si ebbero le ultime condanne. Il timore di perdere consensi e il clima culturale improntato alla salvaguardia della famiglia tradizionale vieta oggi ai politici postsovietici di affrontare la tematica dei diritti dei gay e delle lesbiche.

    Sembra difficile e pericoloso organizzare una manifestazione per i diritti dei gay in gran parte dei Paesi post-sovietici: Durante il fascismo italiano le persecuzioni non furono aspre come quelle naziste. Oggi si hanno notizie di giovani lapidati o sepolti vivi nei paesi dove vige la legge islamica.

    I dati precisi non si sapranno mai con certezza, anche perché rimane il dubbio che la maggior parte di questi episodi non venga denunciato, anche nei paesi che passano per civili e democratici: Rapporto sulla condizione omosessuale in Italia, Vallecchi, Firenze , cit. Le moderne tecniche genetiche permettono di prevenire la nascita di soggetti con malattie gravi e disabilitanti e progressivamente si fa strada il concetto della possibilità individuale di scegliere, tramite un testamento biologico, il momento in cui interrompere le cure.

    Contemporaneamente la psichiatria tedesca aderiva ad una concezione strettamente biologica e genetica della malattia mentale ed i fondi destinati agli istituti di cura per malattie mentali venivano drasticamente ridotti. Una volta informati, i medici convocavano i genitori ai quali veniva detto che erano stati creati centri specializzati per la cura delle malattie dei loro figli. Veniva sottolineata la possibilità di decessi visto il carattere sperimentale delle cure ma si invitavano i genitori ad autorizzare immediatamente il ricovero anche in presenza di speranze di guarigione ridotte.

    Ottenuto il consenso i bambini venivano ricoverati in cinque centri: Brandenburg, Steinhof, Eglfing, Kalmenhof e Eichberg. Qui giunti i bambini venivano uccisi con una iniezione di scopolamina o lasciati progressivamente morire di fame. Non è noto quanti bambini morirono in questa prima fase del progetto.

    Lo stabile si trovava al civico numero 4 della Tiergartenstrasse. I questionari erano molto generici per non allarmare nessun direttore. Ufficialmente si trattava di un censimento per conoscere le capacità lavorative dei malati.

    Una volta decise le persone da eliminare, la sede centrale di Berlino preparava delle liste di trasferimento che inviava ai singoli istituti, avvertendo che si preparassero i malati per la partenza. I pazienti venivano caricati su grossi pullman dai finestrini oscurati e trasportati in uno dei sei centri di eliminazione: Una volta arrivati nelle cliniche di eliminazione i malati venivano uccisi dopo pochi giorni. Al contrario, sino alla sua morte avvenuta nel , fu onorato come luminare della neurologia.

    Il Programma T4 nel suo svolgimento tra il ed il pose fine alla vita di Questa attività, per quanto fossero state prese tutte le precauzioni necessarie, non poteva rimanere a lungo segreta. Identica iniziativa venne presa dal procuratore di Stoccarda.

    La faccenda infatti era divenuta di dominio pubblico: La commissione medica doveva recarsi nei campi di concentramento per visitare malati di mente, psicopatici e detenuti ebrei inizialmente del campo di Buchenwald e - successivamente - di tutti i campi di concentramento controllati dalle SS.

    Il programma di eutanasia soltanto formalmente si rivolgeva ai disabili psichici e fisici. Purtroppo i medici tedeschi aderirono per gran parte al programma eugenetico e di eutanasia e non vi è notizia di medici che si siano adoperati per salvare queste povere vite. Non sono noti, ma questo non esclude che siano stati perpetrati, altri atti di sterminio sulla popolazione disabile.

    Ma bisogna ricordare che i disabili fisici e psichici ed i malati mentali solo recentemente hanno acquisito il diritto ad una vita dignitosa e che fino ad una manciata di anni fa venivano isolati in istituti di cura, spesso in condizioni strutturali ed igieniche spaventose, senza alcun tentativo di riabilitazione, dove la morte sopraggiungeva comunque per mancanza di cure adeguate. Nei paesi del sud del mondo la situazione dei disabili è letteralmente drammatica: Le politiche di sterilizzazione forzata sono state applicate in numerose azioni: Le politiche di sterilizzazione furono varate tra il ed il in Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia.

    Furono principalmente i fattori socio-culturali a rendere e improponibile in Italia la possibilità di provvedimenti eugenetici. La sua terribile scoperta è frutto di anni di studio ed è documentata con interviste e testimonianze dei protagonisti sopravissuti.

    Il suo libro ha venduto solo in Francia Non si conosce il numero esatto dei morti di origine africana nei campi nazisti, semplicemente perché venivano registrati con la nazionalità dei Paesi coloniali che li avevano occupati, ma si pensa che possano essere tra i Le donne nere venivano sterilizzate, i matrimoni misti vietati.

    Le leggi razziali di Norimberga colpivano nello stesso modo ebrei e neri. In questo libro si scopre anche che i primi campi di concentramento furono creati in Namibia nel per eliminare il popolo herero che si opponeva al giogo di Bismarck.

    Ricordiamo alcuni nomi di coloro che si sono battuti contro la discriminazione dei neri nel mondo: Un altro premio nobel per la pace nel A loro venne data una scelta: Patirono violenze, fame, malattie e bombardamenti alleati. Questa fu la loro Resistenza, che diede un importante apporto alla soluzione del conflitto. Non si considerarono Eroi, ma qualcuno li considera tali. Uomini, donne e bambini hanno pagato a caro prezzo le barbarie e la crudeltà dei carnefici: Con la guerra civile, in Italia e in Europa, facendosi scudo con i civili, per creare odio fra le parti, entrambi i contendenti infierirono su di loro allo scopo di raggiungere, con delitti, i propri obiettivi di potere politico ed affaristico.

    Questi atti valorosi ben difficilmente sono noti, e solo eccezionalmente qualche testimone li porta a conoscenza: Si ipotizza che i mutilati ed invalidi siano circa il doppio dei morti ed inoltre decine di migliaia hanno perso un famigliare.

    Polemiche sul piano politico, interesse sul piano storico e scientifico. Anzi, spesso i due piani si sono intersecati acuendo contrasti e pregiudizi, il che non sempre è un bene, ma nemmeno un male. Entrambi si vedono negata ogni chiave di interpretazione dei fatti che non sia pura casualità, e conseguentemente la possibilità stessa di un giudizio morale su quei fatti. La polemica spicciola e di parte ama questi sconfinamenti perchè consentono scorribande ideologiche e moralistiche, del tutto fuorvianti rispetto ad un giudizio sereno.

    Altrettanto accade se vi comprendiamo le stragi di Kocevije, nella Carniola transalpina: Purchè sia chiaro che ne sono fuori. Anche gli italiani, rimasti in queste zone dopo il primo esodo tra le due guerre, furono oggetto di eccidi, del tutto assimilabili a quelli verificatisi in Istria e nel retroterra triestino e goriziano. Nella memoria collettiva dei dalmati e dei giuliani queste minoranze avevano le stesse caratteristiche antropologiche, linguistiche e culturali e la stessa radice storica latino-veneta della penisola istriana e delle altre aree italiane 84 della Venezia Giulia.

    Nel Giardino dei Giusti devono essere ricordati ed onorati: Il suo coraggio nel recuperare i molti corpi martirizzati gettati nelle gole strette ed anguste e la sua scomoda testimonianza fecero si che gli Jugoslavi posero una grossa taglia sulla sua testa e gli saccheggiarono la casa. Particolare menzione meritano due giovani speleologi triestini, il Dott. Arrigo Maucci ed il vigile Quarantotto, deceduti per complicazioni polmonari e cardiache, conseguenza diretta delle esalazioni subite durante il recupero delle salme.

    Monsignor Antonio Santin nacque a Rovigno nel Fu Vescovo di Fiume a soli 37 anni. Se ieri difesi ebrei e slavi perseguitati, oggi difendo gli italiani cacciati dalla loro terra. Nel Giardino dei Martiri e dei Giusti stanno di diritto i Gianni Bartoli, ingegnere , Sindaco di Trieste, nato a Rovigno, ha dato prima assistenza a migliaia di Esuli e nei momenti più difficili la sua passione è stata il simbolo della Resistenza e della speranza di un intero popolo in esilio.

    Molto dette e poco ricevette. Sergio Desimone, di anni 8, nato a Fiume il 29 novembre , impiccato dai tedeschi dopo aver subito iniezioni di bacilli di tubercolosi e radiazioni X ai quali era stato sottoposto per esperimenti nel campo di concentramento di Bellenhuser Damm, presso Amburgo. Con lui in quella stessa notte verranno impiccati nello scantinato del campo altri 20 tra ragazzi e ragazze tra i 5 ed i 12 anni.

    Picchiati, martoriati, legati col filo spinato, decine di sacerdoti furono gettati spesso ancora vivi nelle cave naturali della regione. Don Francesco Bonifacio era un parroco normale. Uno di quelli nati per farsi prete, si direbbe: Addirittura, per 86 non cadere nelle accuse di far propaganda politica, giunge a fare catechismo con le porte della chiesa spalancate, perché chiunque possa sentire di che cosa parla.

    Prima gli tagliano le corde delle campane. Poi lo circondano di delatori. Quindi intimidiscono i suoi fedeli. Infine, direttamente o no, lo minacciano e lo diffidano dal girare per la parrocchia. E intanto comincia a pensare alla possibilità del martirio: È proprio monsignor Santin a confermare don Bonifacio nel proposito di non fuggire, di rimanere sul posto a ogni costo.

    In Istria ve ne sono ben ed ognuna porta il suo numero. Le vittime vennero precipitate nelle foibe spesso ancora vive, per farle soffrire di più, legate a catena con filo di ferro; molte altre furono precipitate in mare con una pietra al collo, ci furono poi le lapidazioni, le impiccagioni, gli strangolamenti e le fucilazioni: Scrive Mario Cervi, giornalista e storico: Spietati gli assassini jugoslavi, ma doppiamente spietati e di gran lunga più ignobili i loro complici di casa nostra Il sistema bisogna ricordarlo, studiarlo.

    Anche noi vogliamo chiedere perdono in ginocchio a questi morti, a nome di tutti coloro che per troppi anni, pur sapendo, hanno taciuto, uccidendoli una seconda volta: Quasi un presentimento che debba avvenire qualcosa di inatteso, di acerbo.

    Non mi spaventa la morte. Oggi la mia confessione ultima sarebbe questa: Nel pomeriggio del 24 aprile è il primo partigiano ad entrare a Reggio Emilia, mentre i cecchini sparano ancora dai tetti delle case. Ma la gioia è, purtroppo, di breve durata: Ricoverato in un sanatorio di Arco in provincia di Trento non si perde comunque di animo: Poi, sentendo vicina la fine, si congeda dal mondo, forse come testamento spirituale, con que91 ste parole, un insegnamento autentico di speranza ed amore: Perché essere esaltati dalla luce del bene è qualcosa di sublime, che voi non potete conoscere.

    Ma di fronte alla morte voi avrete paura, paura di quello che non avete fatto, paura di quel vuoto pauroso che è stata la vostra vita. In vaste aree, soprattutto nel nord, una parte non trascurabile di partigiani e dirigenti politici legati al partito comunista esercitarono un potere assoluto, arbitri della vita e della morte dei cittadini: Per molte delle vittime, circa Ed ancora il clima di terrore nei famigerati campi di concentramento partigiani: Tremendo il trattamento riservato alle donne, anche in gravidanza, prelevate dai partigiani: Anche per i bambini, di qualsiasi età, non ci fu pietà alcuna.

    Gli fu risposto con tre attentati. Renato Seghedoni, giovane di 26 anni, partigiano nelle brigate Garibaldi ed iscrit93 to al partito comunista, a fronte degli orrori che si andavano consumando a Castelfranco per mano dei suoi stessi compagni di lotta, ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente tali crimini e di stracciare la tessera del partito.

    In questi casi, esso sarebbe stato compiuto nei confronti di prigionieri di guerra che il diritto internazionale considera intangibili fin dal Settecento. Tra questi militari vi era il giovane Giulio Bianchini, di Grosseto, che qui ricordiamo con una sua lettera scritta tre giorni prima di morire, una sorte di testamento spirituale e, forse, un insegnamento per molti: Morendo, lascio ai fratelli la mia fede. Lascio alla Patria la mia vita, il mio sangue, inutilmente sparso Non imprecate, non maledite nessuno.

    Non cercate coloro che mi hanno ucciso. La ragazzina venne condotta al campo di concentramento di Legino, vicino a Savona, con la testa rapata a zero ed imbrattata di vernice rossa. Percossa e violentata, fu infine trucidata a colpi di mitraglia.

    Li portarono via e li soppressero. Un fratello della donna venne ucciso negli stessi giorni. Tornati a casa, a Voltana, e non trovando papà e mamma, i ragazzi si rivolsero ai partigiani per avere loro notizie, non immaginando quanto era accaduto. Fatto sta che furono tutti prelevati e condotti con un camion in un campo dove furono soppressi, a cominciare dai suoi figli.

    Questi, dopo il crudele massacro, tornarono ancora alla villa dei conti per svaligiarla: Venne trovato anche lo scheletro del cane: A Silvio Pasi è addirittura dedicata una via di Lavezzola, a pochi metri dalla villa dei conti Manzoni! Nelle tenebre di queste vicende non mancarono comunque raggi di luce e storie di coraggio e di carità, di amore e di perdono I partigiani si allontanarono ma tornarono subito dopo, forse pentiti di aver acconsentito alle richieste del sacerdote.

    Ci pare significativo e degno di attenzione ricordare alcune figure di ausiliarie anche alla luce del loro comportamento e dei documenti scritti che ci sono pervenuti con gli ultimi pensieri: Di esse ci sono pervenuti gli ultimi pensieri, scritti poco prima di morire, che qui fedelmente riportiamo: So di non aver sparso sangue Perdonate a tutti, anche voi, ve lo comando. Forse, il mio sangue non sarà inutile: Il mio desiderio terreno è solamente uno: Ha detto di recente don Douglas Regattieri: Giuseppe Fanin era un giovane di San Giovanni in Persiceto Bologna , il maggiore di nove figli di una famiglia contadina, educato ai valori della fede cristiana, sinceramente vissuta ed incarnata: Suoi punti di riferimento erano la famiglia, il lavoro, i problemi dei contadini.

    I suoi giorni non potevano che volgere al termine: Il 1 novembre a S. Giovanni in Persiceto, il cardinale di Bologna Giacomo Biffi ha aperto il processo canonico per la beatificazione di Giuseppe Fanin Pur vivendo a casa, non aveva certo dimenticato gli insegnamenti del rettore, perseverando nella preghiera e nei suoi impegni di lettura e di studio, con la speranza di tornare presto in seminario.

    Condotto a piedi da Pontedassio ad Imperia e massacrato di botte da partigiani 98 comunisti, lo stesso giorno fu rinchiuso in carcere. Dopo qualche giorno venne nuovamente picchiato e ridotto in fin di vita. Ma la notte del 7 maggio venne prelevato contro la volontà del Dr. Castellano e portato nella Villa Cipollina, ad Arma di Taggia, dove fu impiccato.

    Il suo corpo ora riposa nella tomba di famiglia a Pontedassio dove i cittadini, in suo ricordo, gli hanno intestato una strada.

    Un giorno i tedeschi vennero a cercarlo ed io scappai con lui: Reduce della prima guerra mondiale dove perse il suo unico fratello, decorato con la medaglia di bronzo col grado di capitano medico, si era dedicato alla sua famiglia ed alla povera gente. E con queste sue parole siamo cresciute ringraziandolo per il suo insegnamento e per il suo sacrificio, il sacrificio della vita: Cresciuto ad Aurigo Imperia , si iscrisse al fascio senza ricoprire carica politica alcuna. Fu ufficiale nel in un battaglione di artiglieria alpina.

    Condusse una vita molto tranquilla, cercando sempre di essere utile a chiunque avesse bisogno. Pochi giorni prima di essere prelevato in casa dai partigiani comunisti, concesse una tessera annonaria, pur sapendo che il titolare faceva parte di una brigata partigiana. Leggeva le lettere dei soldati ai genitori analfabeti e rispondeva per loro. Marito e moglie, sorpresi, increduli di quanto stava avvenendo, più volte chiesero il motivo di quel sequestro senza avere alcuna risposta.

    Molti andarono dai partigiani esortandoli a lasciarlo libero perchè non aveva mai fatto niente di riprovevole, ma venivano minacciati di fucilazione. Lo stesso giorno, arrivato al bosco, fu sottoposto a varie torture e sevizie. Prima di ucciderlo gli chiesero se voleva inviare un pensiero alla moglie e ai genitori e lui rispose: Alla moglie e ai genitori veniva detto che stava bene e ripetutamente che aveva bisogno di ogni necessità e, ovviamente, chiedevano soldi che venivano inviati ai suoi assassini.

    Dopo mesi, la moglie venne a conoscenza che lo stesso giorno in cui il marito era stato prelevato, era stato ucciso. Immenso il dolore della mamma, della moglie e del figlio di soli dieci anni. La casa è vuota. Tu eri tanto buono! Lele dal cielo stammi vicino. Ho paura, lo vedi, ho paura di camminare da sola nella vita, tra tanti uomini crudeli! Non so ove riposi il tuo corpo, ma ti giuro: Lele, non abbandonarmi col tuo bel cuore. Accompagnata, ripercorse a piedi per campi e boschi la strada che aveva fatto il marito.

    Il luogo ove era stato sepolto fu indicato da un partigiano di Rezzo in cambio di Mi sono inginicchiata davanti ai tuoi nemici. Ho pianto, pregato, mi sono imposta di perdonare. Ho percorso a piedi le nostre montagne in cerca della tua fossa: Intatto, mio Dio, intatto!

    Grazie per avermi sorretta! Lele, io ho visto il tuo viso, ho baciato le tue belle mani dopo undici mesi del tuo riposo sotto terra! Lele, sarai ora più vicino a noi. Riposi vicino a papà. Ho concluso il mio proposito, sei tornato Lele: Offro tutto per la pace della tua anima e perchè il nostro Luca possa crescere buono, forte ed onesto come te! Lapide molto contestata ed osteggiata dai partigiani e dalla Regione Liguria, a cui questi si erano rivolti, ma che rimane a testimoniare il sacrificio dei Giusti.

    Per questi motivi credo possa essere utile, a oltre 60 anni dalla fine di quei dolorosi eventi, lanciare un appello: Palmiro Togliatti Scrivere delle stragi avvenute nel mondo e soprattutto in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale a distanza di oltre mezzo secolo non aiuta di certo ad esporre con precisione i massacri avvenuti nei Gulag e durante le marce.

    A pagarne le conseguenze non furono solo i soldati italiani, ma tutti quelli coinvolti nel grande conflitto mondiale. Gli stermini di prigionieri di guerra, perpetrati quindi persino in tempo di pace, sono fatti gravissimi da sottolineare inequivocabilmente. Soffermiamoci ora sul bilancio della campagna di Russia dei nostri soldati.

    Tenendo conto che circa 5. Secondo i calcoli più recenti, derivati soprattutto dalla documentazione esistente negli archivi russi finalmente aperti ai ricercatori , A fine giugno del i prigionieri italiani in URSS erano Amava e proteggeva con tutte le forze i suoi alpini ed avrebbe continuato ad occuparsene se la prigionia non li avesse divisi, se la morte non glielo avesse impedito.

    Per seguire la sua storia in Russia ho percorso la sua via, ho letto tanti libri e ascoltato testimonianze in cui si conferma che agli orrori di tante tragedie corrisponde sempre la presenza dei Giusti e degli Eroi.

    Parlo dei tanti medici, sanitari e dei cappellani che non si arrestarono davanti al pericolo del contagio e della morte, durante le tragiche epidemie della prigionia: Le loro opere, in questa collaborazione, si accostano e si completano. Tanti furono trucidati e le isbe stesse date alle fiamme: Molti cappellani militari erano in Russia e tutti han fatto miracoli. Cito coloro che ho conosciuto e che conosco: Aveva 94 anni, sicuramente spesi in modo esemplare.

    La data che rimase scolpita nelle sue parole e nei suoi ricordi fu il 16 dicembre Per ricordare il Dottor Reginato occorrerebbe trascrivere qui le sue memorie: Il primo capitolo dei suoi scritti è dedicato alla figura del medico militare in prigionia. Durante tutti questi anni non smise mai di essere medico. In quel solo anno vennero riconsegnati ai sovietici circa 2.

    In questa vicenda si inserisce la storia di un Uomo, che merita sicuramente grande rispetto, e che scelse di morire per restare fedele alla sua gente, pur avendo la possibilità di salvarsi. La popolazione di intere agglomerazioni è massacrata con raffinata crudeltà.

    Donne nude sono crocifisse sulle porte dei fienili. Alcuni bambini sono decapitati o hanno la testa schiacciata a forza di calci, o gettati ancora vivi nei porcili.

    Tutti quelli che non hanno potuto fuggire o che non hanno potuti essere evacuati dal Kriegsmarine nei porti del Baltico sono puramente e semplicemente sterminati.

    Senza raggiungere un tale livello, questa follia omicida si estende a tutte le minoranze tedesche del Sud-est europeo, in Iugoslavia, in Romania ed in Cecoslovacchia, alle migliaia di Sudeti.

    La popolazione tedesca di Praga, installata nella città sin dal Medioevo, è massacrata con raro sadismo. Dopo essere state violentate, alcune donne hanno i tendini di Achille tagliati e condannate a morire quindi di emorragia sul suolo tra atroci sofferenze. Degli infermi sono murati vivi nelle cantine.

    In totale, più di La violenza non risparmia i giovani ausiliari delle trasmissioni della Luftwaffe gettati vivi nei pagliai infiammati. Per settimane il Vltava Moldau trasporta migliaia di corpi, famiglie intere sono inchiodate su delle zattere. Si pensi al trattamento, in stato di schiavitù, riservato ai prigionieri tedeschi, nei campi di concentramento alleati: Perchè al sacrificio di milioni di uomini, donne e bambini tedeschi è negata la dignità della Memoria?

    Chi ha mai chiesto scusa e fatto pubblica ammenda per queste pagine atroci della nostra storia contemporanea? Almeno nei Paesi del mondo che si proclamano liberi e democratici, non bisogna aver paura ad aprire tutte le porte della conoscenza e ad abbattere qualsiasi tabù. Un mondo di pace si fonda solo su presupposti di Verità e di ricerca di una Memoria il più possibile condivisa, lievito naturale di qualsiasi aspirazione di Giustizia.

    La repressione fu feroce. Chi non lo faceva, o non lo faceva con il necessario entusiasmo, rischiava di passare immediatamente dal ruolo di accusatore in quello di accusato. Anche le più innocue espressioni di dissenso vennero represse e i dissidenti rinchiusi nei numerosi campi di lavoro forzato aperti in tutto il Paese.

    La risposta di Pechino non si fece attendere. Il Panchen Lama fu immediatamente arrestato, processato e sottoposto a thamzing insieme al suo tutore e ai suoi più stretti collaboratori. Di quasi seimila monasteri e tempi se ne salvarono solamente tredici, tra cui il Potala a Lhasa, il Kum Bum a Gyantse, il monastero di Tashilumpo. Accecate da un furore iconoclasta allucinato e allucinante le Guardie Rosse distrussero statue, dipinti, affreschi, edifici antichi di centinaia e a volte migliaia di anni producendo una ferita irreparabile alla civiltà tibetana.

    Puntualmente, anche oggi i loro testi riportano la solita vecchia frase: Allo scopo di umiliarli e ridicolizzare le loro credenze, considerate superstizioni, i monaci e le monache furono obbligati a unirsi sessualmente in pubblico. A seguito delle continue vessazioni, intere famiglie si tolsero la vita gettandosi nei fiumi o dalle cime dei tetti. I Lama furono uccisi a colpi di pistola, a sangue freddo e, in vero stile nazista, seppelliti in buche fatte loro scavare in precedenza.

    La lista delle atrocità premeditate non ha fine e gli atti di brutalità continuano anche ai nostri giorni, dopo più di mezzo secolo. Gli aspetti peggiori del comunismo, quelli che hanno minacciato il mondo civilizzato, si sono ovunque attenuati. Con la loro follia e arroganza imperialista, gli invasori hanno di fatto distrutto i grandi e antichi monasteri, cuore della vita tibetana.

    Hanno demolito e saccheggiato i sacri templi che il nostro popolo aveva venerato per secoli. Le conseguenze di questa politica furono devastanti: Questo è il genere di racconti che spesso ascoltiamo dai tibetani fuggiti dal Tibet, inclusi coloro che hanno trascorso la maggior parte della loro vita in prigione, in condizioni terribili, paragonabili a quelle esistenti nei gulag al tempo del Soviet comunista.

    Ai nostri giorni, in aperta violazione dei più elementari diritti umani, in Tibet il diritto alla libertà di parola continua ad essere sistematicamente violato. La pratica del credo religioso è fortemente ostacolata e i religiosi, monaci e monache, sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al Partito Comunista.

    Questo accanimento contro la religione e i monasteri ha una ragione politica ben precisa: Il problema religioso diventa quindi un problema politico e le istituzioni religiose sono considerate centri di ribellione da tenere sotto stretto controllo o da sopprimere. Nonostante le continue vessazioni e i soprusi, in Tibet la resistenza continua.

    Ne sono testimonianza le centinaia di migliaia di eroi tibetani che hanno sacrificato la loro vita, e continuano a metterla a repentaglio, per difendere in modo pacifico il diritto alla libertà e a decidere del proprio futuro.

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    Il numero reale delle esecuzioni capitali operate in Cina è ritenuto un segreto di stato. Gli esercizi, che includono una meditazione, sono semplici da imparare, piacevoli, e allo stesso tempo anche rilassanti ed energizzanti. Gli italiani forniscono armi a Kemal ed evacuano le regioni di Antalya e Konia Figlio di Nikolaos Kalafatis e Kalliopi Lemonidou, studia alla Scuola Teologica di Halki, chiusa nel dal governo turco e non ancora riaperta, nonostante le promesse. Si da inizio alla deportazione verso il deserto. La realizzazione delle presenti aiuole correlate da targhe - non a caso 36, proprio come 36 secondo la tradizione ebraica sono i Giusti per amore dei quali Dio non distrugge il mondo - vuole porsi un obiettivo quanto mai ambizioso:

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    Era uno shock per qualsiasi soldato. La manifestazione davanti alla sede del governo del Degli analisti indicano numerose incongruità nella versione della storia data dal governo. Alcuni, poi, addossano tutte le colpe a Pol Pot e dicono di esserne stati le vittime. Non imprecate, non maledite nessuno. La più grande di queste prigioni fu il ghetto di Varsavia, reso famoso da una rivolta dei suoi abitanti, inutile quanto eroica e disperata. Nel i massacri di Adana rivelano il vero volto della rivoluzione costituzionalista dei Giovani Turchi: Il risultato è stato quello di sgretolare, giorno dopo giorno, il muro di sprezzante crudeltà innalzato dai tedeschi. Anche il nome del barone Rohonczy, ungherese, è degno di memoria: La sua terribile scoperta è frutto di anni di studio ed è documentata con interviste e testimonianze dei protagonisti sopravissuti. Fu molto facile per me dirigere i ragazzi quel giorno, tanto erano concentrati e attenti.

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    Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo terribili bombardamenti su Belgrado effettuati dai Tedeschi, le forze armate italiane, sostenute da quelle tedesche, ungheresi e bulgare, invasero la Jugoslavia. La Jugoslavia divenne, da quel momento, teatro di orrendi 29 crimini di guerra. I partigiani e i contadini jugoslavi, ai quali si erano uniti i soldati italiani che erano stati abbandonati dal loro governo e protetti dai partigiani di Tito, catturarono ed uccisero molti italiani, considerati, a torto o a ragione, fascisti o parenti di fascisti; fra essi, secondo fonti ufficiali, vi erano anche donne, bambini ed anziani.

    I loro corpi venivano infoibati cioè gettati nelle foibe. Alcune migliaia furono uccisi già nel , includendo uccisioni non correlate alle foibe. I massacri erano motivati non solo da fattori nazionali e sociali, ma anche da un desiderio di colpire la classe dirigente locale. Il secondo episodio delle foibe avvenne nel , subito dopo la resa dei tedeschi. A cominciare dal primo maggio, e per le successive sei settimane, i partigiani jugoslavi occuparono la costa adriatica, per evitare che le forze alleate potessero assoggettarla al loro controllo.

    Gli eventi, come la storia ci insegna, presto presero una tragica piega: Ma gli eventi si susseguirono in modo caotico: E non solo ex fascisti o collaborazionisti; ma anche operai e gente comune, solo perché Italiani. Furono uccisi persino partigiani che avevano combattuto contro fascisti e nazisti accanto ai partigiani jugoslavi. Non piangere per me. Aprano gli occhi gli Italiani e puntino i loro sguardi verso questa martoriata terra Istriana che è e sarà Italiana nel mio cuore.

    Non uccideranno il mio spirito, né la mia fede. Le mattanze continuamente per interesse di potere avvengono ancor oggi Ciao e grazie a chi legge Un tragico epilogo avvenne poco dopo. Le autorità convocarono una rassegna dei banduristi ucraini alla quale si recarono circa musicisti: Come è noto dalla storia, la teoria marxista prevedeva il ricorso alla violenza fisica e considerava il terrore come il mezzo legittimo per la realizzazione dei suoi obiettivi.

    Cosa rappresentava il potere 32 sovietico nella fase iniziale? In questo modo la politica di ucrainizzazione, originariamente ideata come uno strumento politico del radicamento del sistema sovietico, aveva posto le basi per la formazione di una società civile e di una nazione politica in Ucraina, dal momento in cui i suoi abitanti cominciavano ad identificarsi prima nella lingua e nella cultura e successivamente nella cittadinanza ucraina.

    In seguito ad una carestia ideata e realizzata dal regime comunista nei primi anni Trenta morirono da 7 a 10 milioni di ucraini. Per restare fedeli alla verità storica bisogna distinguere tra due carestie degli anni Trenta: Nella maggior parte dei casi si trattava di contadini laboriosi che semplicemente possedevano la propria terra e sapevano coltivarla.

    I metodi usati erano piuttosto drastici, le istruzioni impartite dai capi comunisti ai loro subalterni parlavano chiaro. Ma le forze erano impari: Le rivolte contadine furono presto sconfitte e molti agricoltori con le loro famiglie furono deportati in Siberia.

    Trasportati nei vagoni per il bestiame, in condizioni insopportabili, tanti morirono durante il viaggio. Le campagne erano invase 33 dal terrore. Ai contadini venne requisito tutto il grano e una parte del bestiame: Simili spaventose carestie si erano verificate nello stesso periodo in altre repubbliche sovietiche, compresa la Russia. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, morirono prima i bambini, seguiti dagli anziani e dagli uomini; per ultime morivano le donne rivelatesi più resistenti.

    A milioni furono completamente cancellati dalla terra, senza lasciare né nomi né nemmeno le tombe. Ogni minuto morivano diciassette persone, mille ogni ora, venticinquemila al giorno 5. Per realizzare e valutare la profondità delle conseguenze di una tale catastrofe per il destino del popolo ucraino basti immaginare un corpo decapitato e dissanguato.

    Per un corpo fisico la morte è certa. Ma 34 la stessa morte rischia anche il corpo sociale nel caso in cui vengano eliminati la sua élite e uno dei ceti sociali più consistenti. Il corpo sociale ucraino sembra rinascere, anche se molto lentamente; anche se gli manca ancora una classe dirigente determinata e competente; anche se la sua identità storica non è stata ancora pienamente ripristinata.

    Una delle manifestazioni più evidenti della rinascita ucraina è stata la recente Rivoluzione Arancione novembre-dicembre del Resta da sperare che i processi di democratizzazione avviati nella società ucraina in seguito alla rivoluzione siano irreversibili e che portino al consolidamento politico di questa grande Nazione Europea: E, Facts and Values: Miz istorijeju i politykoju, Munchen, , p.

    Diverse adesioni si registrano al momento in tutta Italia, anche a livello provinciale e regionale. Ad esso presero parte specialisti ucraini, russi, tedeschi, polacchi, e statunitensi, nonchè, ovviamente, italiani. Gli atti di quel Convegno furono poi raccolti in un volume La morte della terra. Gabriele De Rosa e della dr. Solo la loro conoscenza completa costituisce la premessa indispensabile per un impegno fattivo e consapevole contro ogni tipo di intolleranza, discriminazione e violenza, sotto qualsiasi forma: Certi del Vostro sostegno, restiamo a Vostra completa disposizione per qualsiasi chiarimento ed informazione.

    Oggi è una unione di una decina di organizzazioni che operano in Russia, in Kazakhstan, Lettonia, Georgia e Ucraina, svolgendo lavoro di ricerca storica, di divulgazione e di difesa dei diritti civili. Memorial ha creato musei, raccolte di documenti, biblioteche specializzate. Per iniziativa di Memorial nel è stata approvata la legge sulla riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche. A Memorial si devono decine di volumi, articoli, trasmissioni radiofoniche e mostre dedicate sia alle tragedie dei decenni passati, sia agli attuali tentativi di reintrodurre una politica repressiva nel paese.

    Sino al la storia del GULag è stata prevalentemente una storia della memoria dei sopravvissuti. Ancora oggi limitato rimane invece il dibattito storiografico.

    La pratica di far lavorare i prigionieri non era in realtà una novità introdotta dalla nuova leadership bolscevica, ma affondava le sue radici nella precedente tradizione zarista.

    Nonostante la formale libertà di cui godevano, essi vivevano in condizioni talvolta peggiori di quelle dei prigionieri ai lavori forzati. Fu dopo la rivoluzione di febbraio che il Governo provvisorio di Kerenskij decise invece di passare tutti i luoghi di reclusione sotto il controllo del Ministero della Giustiza. Dopo la presa del potere, i bolscevichi si trovarono nella necessità di organizzare un nuovo sistema penitenziario che tenesse conto delle esigenze del nuovo regime impegnato a combattere gli oppositori sia sul fronte interno che su quello esterno.

    Essa era incaricata di gestire i detenuti per reati politici e di sopperire alle debolezze che il Ministero aveva dimostrato in quei mesi in cui il numero delle evasioni dalle prigioni era salito a dismisura. Sconosciuto rimane invece il numero dei detenuti. Sino alla primavera del lo scopo dei kontslager rimase incerto: Fu infatti solo nella primavera seguente che venne emanato il primo regolamento ufficiale sui campi in cui venne specificato che il lavoro non doveva essere inteso come strumento di rieducazione dei prigionieri, ma piuttosto come un mezzo per il mantenimento del campo stesso in vita, una forma di finanziamento insomma.

    Con la fine della guerra civile e una maggiore stabilità del sistema, i bolscevichi dettero avvio a un piano di razionalizzazione della gestione del sistema penitenziario: Gli NKVD delle diverse repubbliche furono invece incaricati di riorganizzare la rete delle colonie penitenziarie per provvedere alla reclusione di coloro che erano stati condannati a pene inferiore ai tre anni. I luoghi di reclusione esistenti dovevano essere ridotti al minimo mantenendo per quelli che restavano soltanto le funzioni di carceri di isolamento per le persone sotto inchiesta e nei luoghi di transito.

    Per i condannati a un periodo da uno a tre anni bisognava organizzare speciali colonie agricole e industriali ITK. Con quella risoluzione e con quel progetto nasceva il sistema concentrazionario sovietico, comunemente noto con il termine Gulag.

    Le dimensioni e la longevità di un campo dipendevano dagli obiettivi economici che doveva realizzare: I campi più grandi erano di solito organizzati in diverse sezioni dette lagernye otdely: In questo caso, i detenuti scontavano la pena nella stessa regione in cui avevano abitato e venivano impiegati in lavori agricoli e in piccoli stabilimenti industriali di rilevanza regionale.

    Si trattava di comuni insediamenti rurali, cioè villaggi di piccole e medie dimensioni, in cui i deportati vivevano con le proprie famiglie e lavoravano in maniera coatta senza potersi mai allontanare. Poiché la maggior parte degli specposëlki si trovavano in zone sperdute della Siberia e del Kazachstan, anche in questo caso molti deportati morivano per le insopportabili condizioni di vita e di lavoro. Furono quindi la collettivizzazione e la dekulakizzazione che crearono il nesso tra anima economica e anima politica del Gulag, nesso che originariamente non era presente.

    Nel corso degli anni Trenta i campi divennero una delle strutture fondamentali del sistema economico sovietico. Come hanno scritto N. Nel contempo, presero avvio le prime costruzioni ferroviarie per il trasporto dei materiali che servivano al lavoro nei gacimenti minerari e petroliferi, per la creazione dei kombinat cioè dei grandi complessi industriali e il trasporto dei loro prodotti.

    Per il trasporto di tutti questi prodotti, si dette avvio anche alla costruzione di vie di comunicazione interne che raggiungevano il porto di Magadan, destinazione tristemente famosa dove arrivavano i migliaia di detenuti che venivano poi smistati nei campi della regione della Kolyma. Nel , al termine dei lavori del canale che per altro non venne mai utilizzato poiché non si era scavato abbastanza in profondità per consentire il passaggio delle navi mercantili fu avviata la costruzione di un altro canale, quello Mosca-Volga che sarebbe stato completato solo nel Ancora prima che esso avesse inizio, nella prospettiva di dover sostenere la difesa del paese da un attacco nemico, il Commissariato degli Interni era stato riorganizzato e il GULag frammentato in centri amministrativi settoriali da cui dipendevano i campi specializzati in tipi di attività economiche diverse.

    Tra il e il la struttura del sistema rimase di per sé quasi invariata: La maggior parte di questi prigionieri venne confinata in Kazachstan, nella Repubblica dei Comi e in Siberia, ma molti furono anche inviati a lavorare nei campi di lavoro forzato.

    Dopo il , i campi si riempirono nuovamente: Nuove leggi repressive contro la società sovietica furono inoltre emanate subito dopo la fine della guerra.

    Le speranze della popolazione in un allentamento della tensione interna vennero infatti presto deluse: Secondo i dati di Zemkov, tra il e il 1. Spesso essi non subivano processi o condanne ma venivano costretti a vivere alle volte anche per lunghi anni in prigionia svolgendo lavori pesanti e sopportando condizioni di vita estreme non dissimili da quelle dei detenuti in un normale ITL.

    La guerra ebbe conseguenze contraddittorie sul GULag: Gli episodi di resistenza simbolica, economica e politica si intensificarono soprattutto nei primi anni Cinquanta: Il sistema concentrazionario sovietico rimase pienamente operativo sino agli anni che seguirono la morte di Stalin.

    Solo nel il numero dei campi in quel momento operante si ridusse di circa la metà. In tutto vi furono in Unione Sovietica ITL che alle volte comprendevano a loro volta altri singoli campi, ciascuno dei quali accoglieva da pochi individui sino a centinaia di migliaia di detenuti. Allo stato attuale della documentazione si calcola che furono circa milioni le persone che, per brevi o lunghi periodi, furono detenuti in un lager sovietico.

    Per ora abbiamo solo le statistiche di morte trovate negli archivi del Dipartimento Registrazione Prigionieri. Tra il e il la quasi totalità dei campi venne smantellata, ma la loro storia non ebbe termine. Riflettere sulla storia del GULag significa dunque spingersi ben oltre la sua reale esistenza per indagare sulle cause di quelle reticenze e di quei silenzi.

    Vogliamo ricordarne tre per ricordarli tutti: Florenskij è sacerdote e scienziato, di conseguenza particolarmente sospetto agli occhi del regime. Solo nel sono resi noti gli atti del processo farsa, che lo condanna al gulag: Tra essi è Pavel Florenskij, che accetta di autodenunciarsi per consentire la liberazione di una decina di detenuti, tra i quali il suo stesso accusatore. Si sacrifica per loro senza esitare e senza giudicare: Per vivere tra fratelli bisogna avere un amico anche lontano; per avere un amico bisogna vivere tra i fratelli, per lo meno essere tra loro in spirito.

    La causa principale, probabilmente, è il fatto che i censori hanno troppo lavoro. Una volta ho calcolato quante lettere devono leggere in un giorno, senza contare i vari colli e pacchetti, e mi sono reso conto di quanto il loro lavoro sia estenuante. E lavora, instancabile, anche durante gli anni terribili della prigionia, in condizioni in cui altri si curerebbero a malapena di sopravvivere.

    La sua corrispondenza dal Gulag costituisce una testimonianza unica, assolutamente diversa da ogni altra del genere, paragonabile forse solo a quella di un altro giusto, Dietrich Bonhoeffer dal carcere nazista di Tegel, perché paragonabili sono, pur nella loro unicità, le figure dei due grandi martiri della follia totalitaria.

    La barriera severissima della censura non impedisce alle lettere di Florenskij di parlare a chi le riceve, come anche a noi che le leggiamo oggi, del Trascendente, di Dio, insomma pro30 P. Florenskij La colonna e il fondamento della verità. Il suo sguardo, illuminato dalla speranza che si radica nella certezza della fede, lo porta a scrivere alla moglie, a meno di un anno dalla drammatica fine che certo deve aver messo in conto: Sono toni di fiducia che dobbiamo condividere per mantenere viva la voce altissima del giusto Pavel Florenskij, che il regime, assurdamente quanto inutilmente, ha tentato di ridurre al silenzio: Il mio compagno si fidava solo di me….

    Capovolsi il contenitore e mi rovesciai sul palmo alcune briciole. Riposi la razione nel contenitore e mi coricai. Spilluzzicavo e succhiavo le briciole di pane. Possiamo essere ben certi che Salamov, come il protagonista del racconto, non avrebbe mai rubato il pane di un compagno. I racconti di Varlam Salamov sono insieme narrazione e storia, inventati e veri. Salamov voleva raccontare la verità, temeva solo di non riuscire a raccontarla fino in fondo.

    Nel , conclusi gli studi secondari, si trasferisce vicino a Mosca, dove lavora come operaio in una conceria. Verrà inviato alla Kolyma, tristemente nota come la terra della morte bianca, il primo per vastità e durezza tra i lager sovietici, tanto da diventare simbolo dei Gulag, come Auschwitz lo è per i campi nazisti. Trascorrerà complessivamente 20 anni tra lager e confino.

    Salamov viene riabilitato ufficialmente nel La sua salute è minata dagli anni di prigionia e gli viene versata una pensione di invalidità. Salamov era morto da cinque anni, nel , in una casa di riposo per scrittori anziani e disabili dove era stato ricoverato a causa delle pessime condizioni di salute. Ma ricordare il male per Salamov presupponeva la forza di riuscire a non svendere la propria umanità in una situazione disumana. Ed è ancora Herling che osserva come Salamov, benchè ateo, in uno dei suoi racconti più belli, La protesi, ricorre al concetto di anima, segno di una religiosità profonda, nascosta, che nulla ha in comune con la fede: E poi si rivolgono a lui, chiedendogli: E allora il sorvegliane esclama: La Spagna, in conseguenza della ribellione di un gruppo di militari, viene divisa in due zone: Ogni guerra è un non-senso, ma una guerra civile è peggio: Alla fine della guerra civile 1 aprile, con la liberazione di Alicante i morti provocati da tale guerra furono calcolati oltre al milione: In pochi anni furono uccisi, alcuni tra efferate sevizie, 13 vescovi, sacerdoti e seminaristi, religiosi, suore e un numero incalcolabile di semplici cristiani.

    La loro unica colpa era quella di rimanere fedeli al Vangelo ed alla Chiesa. Il 26 giugno scorso Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione dei decreti con cui si riconosce il martirio di religiose e religiosi e di una laica, assassinati in Spagna tra il e il per mano dei comunisti-repubblicani al potere. Nel , a Madrid, ad esempio, le 80 suore del convento della Visitazione erano state trucidate da una pattuglia delle Unità rivoluzionarie e il convento dato alle fiamme.

    Tutti i conventi e i religiosi della Spagna non valgono la vita di un solo repubblicano! Nel diario di Nenni, riportato da Vittorio Messori su Avvenire del 9 marzo , è scritto quanto segue: La perse53 cuzione spagnola mietè quasi 7. Qui presero con la forza i sacerdoti e alcuni uomini che avevano tentato di opporsi al loro arresto e li condussero giù, nel prato che dalla strada si distende verso il Guadilimar.

    Estrassero quindi dalle macchine alcune bottiglie di benzina e ne infilarono il collo in bocca ai malcapitati, per costringerli a ingoiarne qualche sorso. Le vittime si contorcevano in terra dal dolore. Dei martiri spagnoli si ricordano in particolare le figure di Monsignor Florentino Asensio Barroso e quella del sacerdote Manuel Albert Gines. La sera prima aveva detto ai suoi fedeli: Dei suoi preti diocesani, furono martirizzati insieme a 5 seminaristi e alla totalità delle 3 Comunità religiose presenti in Diocesi.

    Quasi tutte le sue chiese vennero incendiate, saccheggiate o distrutte. Monsignor Barroso fu torturato, orrendamente mutilato e poi, legato con un filo di ferro, fu costretto a camminare fino al luogo della fucilazione, mentre i suoi torturatori lo schernivano.

    Manuel Gines fu arrestato insieme a 42 contadini, uomini e donne, nei dintorni di Calanda, paesino conosciuto per il miracolo, avvenuto quattro secoli prima, della Vergine del Pilar. Tale falsa questione fu vista dalla Germania nazista come di vitale importanza e attuata con la massima radicalità possibile. A questi fattori se ne aggiunse un altro ben più grave, inizialmente del tutto estraneo alla cosiddetta questione ebraica, ma che andava prendendo corpo, il razzismo. Si trattava di una svolta storica: Hitler parlava davanti a folle di sostenitori adoranti che freneticamente approvavano ogni sua parola.

    Nessuno fu risparmiato, né i bambini, né gli invalidi, né gli anziani, tutti subirono uno spaventoso massacro. Era uno shock per qualsiasi soldato. La morte per soffocamento avveniva dopo 20 minuti circa. Gli esperti di questa, tecnici, medici, infermieri, ormai disoccupati, furono spostati su un altro letale progetto che riguardava la Polonia.

    Erano casamenti divenuti irrespirabili, con gente ammassata in maniera inverosimile, dove si propagavano le malattie, il freddo, la fame, la disperazione.

    La più grande di queste prigioni fu il ghetto di Varsavia, reso famoso da una rivolta dei suoi abitanti, inutile quanto eroica e disperata.

    Si trattava di milioni di persone. Il viaggio in vagoni chiusi verso la morte , con bambini, invalidi, anziani, richiama alla memoria immagini infernali, con scene di 57 atroci sofferenze. Nel frattempo era iniziata la costruzione del sottocampo di Birkenau a pochi chilometri dal campo-madre. Tra maggio e giugno del due case coloniche ai margini del territorio di Birkenau furono riadattate a camere a gas rendendone stagne le aperture. Dentro a questi trasporti la sofferenza era grande, per il caldo soffocante in estate, il freddo in inverno, la fame, la sete, la promiscuità, la mancanza di servizi igienici, di giacigli su cui dormire.

    I pianti dei bambini, la disperazione degli adulti, il disorientamento per non conoscere la destinazione, il terrore del domani incerto erano i sentimenti che accompagnavano i poveri deportati portati lontano dalle loro case a morire in un luogo sconosciuto. Questa pratica era molto crudele perché divideva le famiglie che avevano avuto come unico conforto di essere rimasti uniti fino ad allora, provocava strazianti scene di addio sulla rampa di arrivo dei treni, in mezzo a confusione indicibile, grida, urla selvagge dei guardiani e latrare dei cani che terrorizzavano le persone, convinte di essere giunte in un moderno inferno dantesco.

    Mai tecnologia e organizzazione del lavoro aveva dato risultati tanto mostruosi. Agli inizi di maggio del la Germania nazista fu per finalmente sconfitta dalle potenze Alleate che le avevano portato una guerra imponente.

    Il popolo ebraico perse purtroppo, in questa lotta titanica, sei milioni di vite umane, il cui sacrificio non sarà mai dimenticato. Da sempre acerrimo nemico di ogni sorta di 59 totalitarismo, del nazismo come del comunismo, già come Segretario di Stato aveva inviato decine di note diplomatiche di protesta a Berlino, invocando il rispetto dei diritti umani e dei valori spirituali e morali cristiani, calpestati dalla politica nazista.

    Pio XII era un uomo sobrio, mangiava pochissimo, lavorava di solito fino alle due di notte alzandosi alle sei. Egli stesso dette il proprio autorevole esempio, in prima persona: Il Santo Padre gli fece sapere che il Vaticano avrebbe messo a disposizione i 15 chili mancanti. Lui non si fidava delle SS, e in precedenza aveva suggerito ai leader della comunità di bruciare i registri e di far fuggire la gente.

    Gli diedero del visionario. Innumerevoli le attestazioni di gratitudine verso questo Papa coraggioso, da parte soprattutto di ebrei di ogni parte del mondo. Pasquale Totaro Il Questore di Dio Negli anni della persecuzione nazista contro il Popolo Ebraico sono esistite anche persone meravigliose che con coraggio, altruismo, senso profondo della giustizia e determinazione caparbia e ostinata, hanno fatto della loro vita un tempio di Amore Infinito.

    Con questo espediente Palatucci potè 62 conoscere in anticipo le mosse delle SS contro gli ebrei e prendere le contromisure necessarie: Grande rilievo, in questa nobile opera di salvataggio, assunse fin dal giugno del anche la figura dello zio del commissario: Le condizioni igieniche erano buone: Anche la cucina era di gradimento e modici i prezzi praticati: Non mancavano iniziative ricreative di vario genere: Era prevista inoltre tutti i giorni la libera uscita, dalle 12 o 13 alle 20 e la possibilità di usufruire di licenze.

    Il suo corpo venne poi gettato in una fossa comune, sulla collina di Leitenberg. La storia di Paolo Sabbetta comincia da qui. Da questa tenuta nei pressi di Roma diventata per nove mesi una cittadella di eroi. Il risultato è stato quello di sgretolare, giorno dopo giorno, il muro di sprezzante crudeltà innalzato dai tedeschi. La resistenza popolare non violenta non è menzionata nei libri di storia, non è ricordata nelle celebrazioni e nelle cerimonie ufficiali.

    Dal settembre al giugno — si legge ancora nel libro — la tenuta Tor Mancina fu occupata dalle truppe militari tedesche che vi insediarono stabilmente un ufficiale addetto al controllo e allo sfruttamento delle sue attività. Tra i tanti episodi, lo stratagemma dei venti falsi certificati medici merita certamente maggiore attenzione.

    Alcuni stralci del libro raccontano adeguatamente i passaggi chiave di questa vicenda. Vivevo in un continuo stato di allerta, in quanto i tedeschi erano estremamente suscettibili e anche il gesto più insignificante o una parola, sfuggita imprudentemente, potevano far scoppiare la polveriera di segreti e di bugie che Tor Mancina celava abilmente. Per salvare alcune derrate alimentari dalle razzie tedesche, furono distribuiti alle famiglie formaggi, patate, grano, avena da nascondere e tenere in consegna.

    Ma tutti sapevamo che quei venti giovani non sarebbero più tornati indietro…. Bisognava trovare una soluzione, un rimedio qualsiasi. Io non sapevo cosa fare, ero disperato perché il mio elenco rappresentava la condanna a morte certa per questi venti ragazzi, e non potevo sottrarmi senza una giustificazione plausibile che, comunque, non si riusciva a trovare.

    Furono ore di attesa estenuante e di pesante angoscia. La mattina seguente, alle 7. Non so nemmeno io come riuscii a restare impassibile in quella circostanza. Improvvisamente era come se si fossero smaterializzati. La beffa aveva funzionato alla perfezione, senza scatenare alcune reazione dei burlati, che per di più decisero di andar via senza cercare altri giovani.

    Ho continuato a pensare a lungo, anche a distanza di anni, a che cosa potesse essere successo negli istanti in cui avevo perso conoscenza, ma non sono riuscito a ricostruire i momenti che seguirono al mio svenimento.

    Alcuni giorni dopo la partenza dei tedeschi, giunsero i primi avamposti degli alleati inglesi. I sondaggi di opinione mostrano che la maggioranza degli italiani crede che gli ebrei abbiano caratteristiche diverse dal resto della popolazione E, come in altre circostanze, li invitai ad un impegno fattivo contro ogni tipo di intolleranza e discriminazione, sotto qualsiasi forma: Dal mese di febbraio avevo nel frattempo avviato un discorso di collaborazione e di ricerca con la Comunità Ebraica di Torino, al fine di individuare le figure di 36 persone particolarmente meritevoli e degne di essere ricordate.

    Fu molto facile per me dirigere i ragazzi quel giorno, tanto erano concentrati e attenti. In seguito ad una delazione venne arrestato il 29 agosto Nel è cominciato presso la Curia di Torino il processo di canonizzazione del religioso domenicano e sono state avviate le indagini di rito sul suo martirio. Migliaia di editti sono stati promulgati nei confronti di Rom e Sinti, fino a giungere alle politiche di assimilazione realizzate dai sovrani illuminati nel Al termine della guerra, dei dieci milioni di zingari presenti in Europa, ne restavano solo 2.

    Ho raccolto alcune testimonianze di persone che in qualche modo salvarono le vite di Rom e Sinti: E concluse la Richter: Anche il nome del barone Rohonczy, ungherese, è degno di memoria: Adam Bartosz, direttore dei musei civici di Tarnow, racconta: Molto dovrà essere fatto per costruire un futuro di tolleranza.

    Mentre le Comunità Ebraiche, al termine della guerra, certo con approssimazione e difficoltà, hanno potuto contare i superstiti e quanti non erano tornati, fare la stessa cosa con gli Zingari non è stato possibile in passato e tanto meno lo è oggi, per due motivi: Queste decisioni furono sostenute dalla magistratura tedesca prima a livello locale e poi, nel , da una sentenza ufficiale della Corte Suprema della Germania Federale.

    Durante la storia del Novecento a più riprese, e in luoghi diversi del mondo, migliaia di persone sono state perseguitate per il loro orientamento sessuale. La poca visibilità e il silenzio hanno sempre circondato le donne e gli uomini vissuti al di fuori della norma socialmente condivisa: Mancano, spesso, testimonianze e dati ufficiali.

    Manca anche, nei superstiti, la voglia di raccontare. Senza dubbio il caso più conosciuto è quello delle persecuzioni compiute dai nazisti a danno della popolazione gay e lesbica. Ancora oggi capita di non trovare traccia di questa storia nei manuali ad uso scolastico. Eppure, negli ultimi anni una serie notevole di studi, articoli e testimonianze di storia orale faticosamente recuperate ha incominciato a gettare luce su quanto è accaduto.

    Alcuni morirono a seguito di maltrattamenti, in parte effettuati da altri deportati. Dal ai primi anni ottanta pare siano stati condannati circa Ancora nel si ebbero le ultime condanne. Il timore di perdere consensi e il clima culturale improntato alla salvaguardia della famiglia tradizionale vieta oggi ai politici postsovietici di affrontare la tematica dei diritti dei gay e delle lesbiche.

    Sembra difficile e pericoloso organizzare una manifestazione per i diritti dei gay in gran parte dei Paesi post-sovietici: Durante il fascismo italiano le persecuzioni non furono aspre come quelle naziste.

    Oggi si hanno notizie di giovani lapidati o sepolti vivi nei paesi dove vige la legge islamica. I dati precisi non si sapranno mai con certezza, anche perché rimane il dubbio che la maggior parte di questi episodi non venga denunciato, anche nei paesi che passano per civili e democratici: Rapporto sulla condizione omosessuale in Italia, Vallecchi, Firenze , cit. Le moderne tecniche genetiche permettono di prevenire la nascita di soggetti con malattie gravi e disabilitanti e progressivamente si fa strada il concetto della possibilità individuale di scegliere, tramite un testamento biologico, il momento in cui interrompere le cure.

    Contemporaneamente la psichiatria tedesca aderiva ad una concezione strettamente biologica e genetica della malattia mentale ed i fondi destinati agli istituti di cura per malattie mentali venivano drasticamente ridotti. Una volta informati, i medici convocavano i genitori ai quali veniva detto che erano stati creati centri specializzati per la cura delle malattie dei loro figli.

    Veniva sottolineata la possibilità di decessi visto il carattere sperimentale delle cure ma si invitavano i genitori ad autorizzare immediatamente il ricovero anche in presenza di speranze di guarigione ridotte.

    Ottenuto il consenso i bambini venivano ricoverati in cinque centri: Brandenburg, Steinhof, Eglfing, Kalmenhof e Eichberg. Qui giunti i bambini venivano uccisi con una iniezione di scopolamina o lasciati progressivamente morire di fame. Non è noto quanti bambini morirono in questa prima fase del progetto.

    Lo stabile si trovava al civico numero 4 della Tiergartenstrasse. I questionari erano molto generici per non allarmare nessun direttore. Ufficialmente si trattava di un censimento per conoscere le capacità lavorative dei malati.

    Una volta decise le persone da eliminare, la sede centrale di Berlino preparava delle liste di trasferimento che inviava ai singoli istituti, avvertendo che si preparassero i malati per la partenza.

    I pazienti venivano caricati su grossi pullman dai finestrini oscurati e trasportati in uno dei sei centri di eliminazione: Una volta arrivati nelle cliniche di eliminazione i malati venivano uccisi dopo pochi giorni. Al contrario, sino alla sua morte avvenuta nel , fu onorato come luminare della neurologia.

    Il Programma T4 nel suo svolgimento tra il ed il pose fine alla vita di Questa attività, per quanto fossero state prese tutte le precauzioni necessarie, non poteva rimanere a lungo segreta.

    Identica iniziativa venne presa dal procuratore di Stoccarda. La faccenda infatti era divenuta di dominio pubblico: La commissione medica doveva recarsi nei campi di concentramento per visitare malati di mente, psicopatici e detenuti ebrei inizialmente del campo di Buchenwald e - successivamente - di tutti i campi di concentramento controllati dalle SS.

    Il programma di eutanasia soltanto formalmente si rivolgeva ai disabili psichici e fisici. Purtroppo i medici tedeschi aderirono per gran parte al programma eugenetico e di eutanasia e non vi è notizia di medici che si siano adoperati per salvare queste povere vite.

    Non sono noti, ma questo non esclude che siano stati perpetrati, altri atti di sterminio sulla popolazione disabile. Ma bisogna ricordare che i disabili fisici e psichici ed i malati mentali solo recentemente hanno acquisito il diritto ad una vita dignitosa e che fino ad una manciata di anni fa venivano isolati in istituti di cura, spesso in condizioni strutturali ed igieniche spaventose, senza alcun tentativo di riabilitazione, dove la morte sopraggiungeva comunque per mancanza di cure adeguate.

    Nei paesi del sud del mondo la situazione dei disabili è letteralmente drammatica: Le politiche di sterilizzazione forzata sono state applicate in numerose azioni: Le politiche di sterilizzazione furono varate tra il ed il in Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia.

    Furono principalmente i fattori socio-culturali a rendere e improponibile in Italia la possibilità di provvedimenti eugenetici. La sua terribile scoperta è frutto di anni di studio ed è documentata con interviste e testimonianze dei protagonisti sopravissuti. Il suo libro ha venduto solo in Francia Non si conosce il numero esatto dei morti di origine africana nei campi nazisti, semplicemente perché venivano registrati con la nazionalità dei Paesi coloniali che li avevano occupati, ma si pensa che possano essere tra i Le donne nere venivano sterilizzate, i matrimoni misti vietati.

    Le leggi razziali di Norimberga colpivano nello stesso modo ebrei e neri. In questo libro si scopre anche che i primi campi di concentramento furono creati in Namibia nel per eliminare il popolo herero che si opponeva al giogo di Bismarck.

    Ricordiamo alcuni nomi di coloro che si sono battuti contro la discriminazione dei neri nel mondo: Un altro premio nobel per la pace nel A loro venne data una scelta: Patirono violenze, fame, malattie e bombardamenti alleati.

    Questa fu la loro Resistenza, che diede un importante apporto alla soluzione del conflitto. Non si considerarono Eroi, ma qualcuno li considera tali. Uomini, donne e bambini hanno pagato a caro prezzo le barbarie e la crudeltà dei carnefici: Con la guerra civile, in Italia e in Europa, facendosi scudo con i civili, per creare odio fra le parti, entrambi i contendenti infierirono su di loro allo scopo di raggiungere, con delitti, i propri obiettivi di potere politico ed affaristico.

    Questi atti valorosi ben difficilmente sono noti, e solo eccezionalmente qualche testimone li porta a conoscenza: Si ipotizza che i mutilati ed invalidi siano circa il doppio dei morti ed inoltre decine di migliaia hanno perso un famigliare. Polemiche sul piano politico, interesse sul piano storico e scientifico. Anzi, spesso i due piani si sono intersecati acuendo contrasti e pregiudizi, il che non sempre è un bene, ma nemmeno un male. Entrambi si vedono negata ogni chiave di interpretazione dei fatti che non sia pura casualità, e conseguentemente la possibilità stessa di un giudizio morale su quei fatti.

    La polemica spicciola e di parte ama questi sconfinamenti perchè consentono scorribande ideologiche e moralistiche, del tutto fuorvianti rispetto ad un giudizio sereno.

    Altrettanto accade se vi comprendiamo le stragi di Kocevije, nella Carniola transalpina: Purchè sia chiaro che ne sono fuori. Anche gli italiani, rimasti in queste zone dopo il primo esodo tra le due guerre, furono oggetto di eccidi, del tutto assimilabili a quelli verificatisi in Istria e nel retroterra triestino e goriziano.

    Nella memoria collettiva dei dalmati e dei giuliani queste minoranze avevano le stesse caratteristiche antropologiche, linguistiche e culturali e la stessa radice storica latino-veneta della penisola istriana e delle altre aree italiane 84 della Venezia Giulia.

    Nel Giardino dei Giusti devono essere ricordati ed onorati: Il suo coraggio nel recuperare i molti corpi martirizzati gettati nelle gole strette ed anguste e la sua scomoda testimonianza fecero si che gli Jugoslavi posero una grossa taglia sulla sua testa e gli saccheggiarono la casa. Particolare menzione meritano due giovani speleologi triestini, il Dott. Arrigo Maucci ed il vigile Quarantotto, deceduti per complicazioni polmonari e cardiache, conseguenza diretta delle esalazioni subite durante il recupero delle salme.

    Monsignor Antonio Santin nacque a Rovigno nel Fu Vescovo di Fiume a soli 37 anni. Se ieri difesi ebrei e slavi perseguitati, oggi difendo gli italiani cacciati dalla loro terra.

    Nel Giardino dei Martiri e dei Giusti stanno di diritto i Gianni Bartoli, ingegnere , Sindaco di Trieste, nato a Rovigno, ha dato prima assistenza a migliaia di Esuli e nei momenti più difficili la sua passione è stata il simbolo della Resistenza e della speranza di un intero popolo in esilio. Molto dette e poco ricevette. Sergio Desimone, di anni 8, nato a Fiume il 29 novembre , impiccato dai tedeschi dopo aver subito iniezioni di bacilli di tubercolosi e radiazioni X ai quali era stato sottoposto per esperimenti nel campo di concentramento di Bellenhuser Damm, presso Amburgo.

    Con lui in quella stessa notte verranno impiccati nello scantinato del campo altri 20 tra ragazzi e ragazze tra i 5 ed i 12 anni. Picchiati, martoriati, legati col filo spinato, decine di sacerdoti furono gettati spesso ancora vivi nelle cave naturali della regione.

    Don Francesco Bonifacio era un parroco normale. Uno di quelli nati per farsi prete, si direbbe: Addirittura, per 86 non cadere nelle accuse di far propaganda politica, giunge a fare catechismo con le porte della chiesa spalancate, perché chiunque possa sentire di che cosa parla.

    Prima gli tagliano le corde delle campane. Poi lo circondano di delatori. Quindi intimidiscono i suoi fedeli. Infine, direttamente o no, lo minacciano e lo diffidano dal girare per la parrocchia. E intanto comincia a pensare alla possibilità del martirio: È proprio monsignor Santin a confermare don Bonifacio nel proposito di non fuggire, di rimanere sul posto a ogni costo. In Istria ve ne sono ben ed ognuna porta il suo numero. Le vittime vennero precipitate nelle foibe spesso ancora vive, per farle soffrire di più, legate a catena con filo di ferro; molte altre furono precipitate in mare con una pietra al collo, ci furono poi le lapidazioni, le impiccagioni, gli strangolamenti e le fucilazioni: Scrive Mario Cervi, giornalista e storico: Spietati gli assassini jugoslavi, ma doppiamente spietati e di gran lunga più ignobili i loro complici di casa nostra Il sistema bisogna ricordarlo, studiarlo.

    Anche noi vogliamo chiedere perdono in ginocchio a questi morti, a nome di tutti coloro che per troppi anni, pur sapendo, hanno taciuto, uccidendoli una seconda volta: Quasi un presentimento che debba avvenire qualcosa di inatteso, di acerbo.

    Non mi spaventa la morte. Oggi la mia confessione ultima sarebbe questa: Nel pomeriggio del 24 aprile è il primo partigiano ad entrare a Reggio Emilia, mentre i cecchini sparano ancora dai tetti delle case.

    Ma la gioia è, purtroppo, di breve durata: Ricoverato in un sanatorio di Arco in provincia di Trento non si perde comunque di animo: Poi, sentendo vicina la fine, si congeda dal mondo, forse come testamento spirituale, con que91 ste parole, un insegnamento autentico di speranza ed amore: Perché essere esaltati dalla luce del bene è qualcosa di sublime, che voi non potete conoscere.

    Ma di fronte alla morte voi avrete paura, paura di quello che non avete fatto, paura di quel vuoto pauroso che è stata la vostra vita. In vaste aree, soprattutto nel nord, una parte non trascurabile di partigiani e dirigenti politici legati al partito comunista esercitarono un potere assoluto, arbitri della vita e della morte dei cittadini: Per molte delle vittime, circa Ed ancora il clima di terrore nei famigerati campi di concentramento partigiani: Tremendo il trattamento riservato alle donne, anche in gravidanza, prelevate dai partigiani: Anche per i bambini, di qualsiasi età, non ci fu pietà alcuna.

    Gli fu risposto con tre attentati. Renato Seghedoni, giovane di 26 anni, partigiano nelle brigate Garibaldi ed iscrit93 to al partito comunista, a fronte degli orrori che si andavano consumando a Castelfranco per mano dei suoi stessi compagni di lotta, ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente tali crimini e di stracciare la tessera del partito.

    In questi casi, esso sarebbe stato compiuto nei confronti di prigionieri di guerra che il diritto internazionale considera intangibili fin dal Settecento.

    Tra questi militari vi era il giovane Giulio Bianchini, di Grosseto, che qui ricordiamo con una sua lettera scritta tre giorni prima di morire, una sorte di testamento spirituale e, forse, un insegnamento per molti: Morendo, lascio ai fratelli la mia fede. Lascio alla Patria la mia vita, il mio sangue, inutilmente sparso Non imprecate, non maledite nessuno.

    Non cercate coloro che mi hanno ucciso. La ragazzina venne condotta al campo di concentramento di Legino, vicino a Savona, con la testa rapata a zero ed imbrattata di vernice rossa. Percossa e violentata, fu infine trucidata a colpi di mitraglia. Li portarono via e li soppressero. Un fratello della donna venne ucciso negli stessi giorni. Tornati a casa, a Voltana, e non trovando papà e mamma, i ragazzi si rivolsero ai partigiani per avere loro notizie, non immaginando quanto era accaduto.

    Fatto sta che furono tutti prelevati e condotti con un camion in un campo dove furono soppressi, a cominciare dai suoi figli. Questi, dopo il crudele massacro, tornarono ancora alla villa dei conti per svaligiarla: Venne trovato anche lo scheletro del cane: A Silvio Pasi è addirittura dedicata una via di Lavezzola, a pochi metri dalla villa dei conti Manzoni!

    Nelle tenebre di queste vicende non mancarono comunque raggi di luce e storie di coraggio e di carità, di amore e di perdono I partigiani si allontanarono ma tornarono subito dopo, forse pentiti di aver acconsentito alle richieste del sacerdote. Ci pare significativo e degno di attenzione ricordare alcune figure di ausiliarie anche alla luce del loro comportamento e dei documenti scritti che ci sono pervenuti con gli ultimi pensieri: Di esse ci sono pervenuti gli ultimi pensieri, scritti poco prima di morire, che qui fedelmente riportiamo: So di non aver sparso sangue Perdonate a tutti, anche voi, ve lo comando.

    Forse, il mio sangue non sarà inutile: Il mio desiderio terreno è solamente uno: Ha detto di recente don Douglas Regattieri: Giuseppe Fanin era un giovane di San Giovanni in Persiceto Bologna , il maggiore di nove figli di una famiglia contadina, educato ai valori della fede cristiana, sinceramente vissuta ed incarnata: Suoi punti di riferimento erano la famiglia, il lavoro, i problemi dei contadini. I suoi giorni non potevano che volgere al termine: Il 1 novembre a S.

    Giovanni in Persiceto, il cardinale di Bologna Giacomo Biffi ha aperto il processo canonico per la beatificazione di Giuseppe Fanin Pur vivendo a casa, non aveva certo dimenticato gli insegnamenti del rettore, perseverando nella preghiera e nei suoi impegni di lettura e di studio, con la speranza di tornare presto in seminario. Condotto a piedi da Pontedassio ad Imperia e massacrato di botte da partigiani 98 comunisti, lo stesso giorno fu rinchiuso in carcere. Dopo qualche giorno venne nuovamente picchiato e ridotto in fin di vita.

    Ma la notte del 7 maggio venne prelevato contro la volontà del Dr. Castellano e portato nella Villa Cipollina, ad Arma di Taggia, dove fu impiccato. Il suo corpo ora riposa nella tomba di famiglia a Pontedassio dove i cittadini, in suo ricordo, gli hanno intestato una strada. Un giorno i tedeschi vennero a cercarlo ed io scappai con lui: Reduce della prima guerra mondiale dove perse il suo unico fratello, decorato con la medaglia di bronzo col grado di capitano medico, si era dedicato alla sua famiglia ed alla povera gente.

    E con queste sue parole siamo cresciute ringraziandolo per il suo insegnamento e per il suo sacrificio, il sacrificio della vita: Cresciuto ad Aurigo Imperia , si iscrisse al fascio senza ricoprire carica politica alcuna. Fu ufficiale nel in un battaglione di artiglieria alpina. Condusse una vita molto tranquilla, cercando sempre di essere utile a chiunque avesse bisogno. Pochi giorni prima di essere prelevato in casa dai partigiani comunisti, concesse una tessera annonaria, pur sapendo che il titolare faceva parte di una brigata partigiana.

    Leggeva le lettere dei soldati ai genitori analfabeti e rispondeva per loro. Marito e moglie, sorpresi, increduli di quanto stava avvenendo, più volte chiesero il motivo di quel sequestro senza avere alcuna risposta.

    Molti andarono dai partigiani esortandoli a lasciarlo libero perchè non aveva mai fatto niente di riprovevole, ma venivano minacciati di fucilazione. Lo stesso giorno, arrivato al bosco, fu sottoposto a varie torture e sevizie. Prima di ucciderlo gli chiesero se voleva inviare un pensiero alla moglie e ai genitori e lui rispose: Alla moglie e ai genitori veniva detto che stava bene e ripetutamente che aveva bisogno di ogni necessità e, ovviamente, chiedevano soldi che venivano inviati ai suoi assassini.

    Dopo mesi, la moglie venne a conoscenza che lo stesso giorno in cui il marito era stato prelevato, era stato ucciso. Immenso il dolore della mamma, della moglie e del figlio di soli dieci anni. La casa è vuota.

    Tu eri tanto buono! Lele dal cielo stammi vicino. Ho paura, lo vedi, ho paura di camminare da sola nella vita, tra tanti uomini crudeli! Non so ove riposi il tuo corpo, ma ti giuro: Lele, non abbandonarmi col tuo bel cuore. Accompagnata, ripercorse a piedi per campi e boschi la strada che aveva fatto il marito. Il luogo ove era stato sepolto fu indicato da un partigiano di Rezzo in cambio di Mi sono inginicchiata davanti ai tuoi nemici.

    Ho pianto, pregato, mi sono imposta di perdonare. Ho percorso a piedi le nostre montagne in cerca della tua fossa: Intatto, mio Dio, intatto! Grazie per avermi sorretta!

    Lele, io ho visto il tuo viso, ho baciato le tue belle mani dopo undici mesi del tuo riposo sotto terra! Lele, sarai ora più vicino a noi.

    Riposi vicino a papà. Ho concluso il mio proposito, sei tornato Lele: Offro tutto per la pace della tua anima e perchè il nostro Luca possa crescere buono, forte ed onesto come te! Lapide molto contestata ed osteggiata dai partigiani e dalla Regione Liguria, a cui questi si erano rivolti, ma che rimane a testimoniare il sacrificio dei Giusti.

    Per questi motivi credo possa essere utile, a oltre 60 anni dalla fine di quei dolorosi eventi, lanciare un appello: Palmiro Togliatti Scrivere delle stragi avvenute nel mondo e soprattutto in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale a distanza di oltre mezzo secolo non aiuta di certo ad esporre con precisione i massacri avvenuti nei Gulag e durante le marce.

    A pagarne le conseguenze non furono solo i soldati italiani, ma tutti quelli coinvolti nel grande conflitto mondiale. Gli stermini di prigionieri di guerra, perpetrati quindi persino in tempo di pace, sono fatti gravissimi da sottolineare inequivocabilmente.

    Soffermiamoci ora sul bilancio della campagna di Russia dei nostri soldati. Tenendo conto che circa 5. Secondo i calcoli più recenti, derivati soprattutto dalla documentazione esistente negli archivi russi finalmente aperti ai ricercatori , A fine giugno del i prigionieri italiani in URSS erano Amava e proteggeva con tutte le forze i suoi alpini ed avrebbe continuato ad occuparsene se la prigionia non li avesse divisi, se la morte non glielo avesse impedito. Per seguire la sua storia in Russia ho percorso la sua via, ho letto tanti libri e ascoltato testimonianze in cui si conferma che agli orrori di tante tragedie corrisponde sempre la presenza dei Giusti e degli Eroi.

    Parlo dei tanti medici, sanitari e dei cappellani che non si arrestarono davanti al pericolo del contagio e della morte, durante le tragiche epidemie della prigionia: Le loro opere, in questa collaborazione, si accostano e si completano. Tanti furono trucidati e le isbe stesse date alle fiamme: Molti cappellani militari erano in Russia e tutti han fatto miracoli. Cito coloro che ho conosciuto e che conosco: Aveva 94 anni, sicuramente spesi in modo esemplare.

    La data che rimase scolpita nelle sue parole e nei suoi ricordi fu il 16 dicembre Per ricordare il Dottor Reginato occorrerebbe trascrivere qui le sue memorie: Il primo capitolo dei suoi scritti è dedicato alla figura del medico militare in prigionia.

    Durante tutti questi anni non smise mai di essere medico. In quel solo anno vennero riconsegnati ai sovietici circa 2. In questa vicenda si inserisce la storia di un Uomo, che merita sicuramente grande rispetto, e che scelse di morire per restare fedele alla sua gente, pur avendo la possibilità di salvarsi.

    La popolazione di intere agglomerazioni è massacrata con raffinata crudeltà. Donne nude sono crocifisse sulle porte dei fienili. Alcuni bambini sono decapitati o hanno la testa schiacciata a forza di calci, o gettati ancora vivi nei porcili. Tutti quelli che non hanno potuto fuggire o che non hanno potuti essere evacuati dal Kriegsmarine nei porti del Baltico sono puramente e semplicemente sterminati.

    Senza raggiungere un tale livello, questa follia omicida si estende a tutte le minoranze tedesche del Sud-est europeo, in Iugoslavia, in Romania ed in Cecoslovacchia, alle migliaia di Sudeti. La popolazione tedesca di Praga, installata nella città sin dal Medioevo, è massacrata con raro sadismo.

    Dopo essere state violentate, alcune donne hanno i tendini di Achille tagliati e condannate a morire quindi di emorragia sul suolo tra atroci sofferenze. Degli infermi sono murati vivi nelle cantine. In totale, più di La violenza non risparmia i giovani ausiliari delle trasmissioni della Luftwaffe gettati vivi nei pagliai infiammati. Per settimane il Vltava Moldau trasporta migliaia di corpi, famiglie intere sono inchiodate su delle zattere.

    Si pensi al trattamento, in stato di schiavitù, riservato ai prigionieri tedeschi, nei campi di concentramento alleati: Perchè al sacrificio di milioni di uomini, donne e bambini tedeschi è negata la dignità della Memoria? Chi ha mai chiesto scusa e fatto pubblica ammenda per queste pagine atroci della nostra storia contemporanea? Almeno nei Paesi del mondo che si proclamano liberi e democratici, non bisogna aver paura ad aprire tutte le porte della conoscenza e ad abbattere qualsiasi tabù.

    Un mondo di pace si fonda solo su presupposti di Verità e di ricerca di una Memoria il più possibile condivisa, lievito naturale di qualsiasi aspirazione di Giustizia. La repressione fu feroce. Chi non lo faceva, o non lo faceva con il necessario entusiasmo, rischiava di passare immediatamente dal ruolo di accusatore in quello di accusato.

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